Menu

Tra Orfani e Dylan Dog: intervista a Gigi Cavenago

Il Comicon 2017 ha rappresentato la giusta occasione per incontrare tantissimi artisti di spicco della scena fumettistica italiana ed internazionale. Tra questi spicca il nome di Gigi Cavenago, disegnatore di opere del calibro di Orfani e Dylan Dog e fresco vincitore del Premio Micheluzzi come “Miglior Disegnatore”. Il 34enne fumettista milanese, nonostante la sua giovane età, è riuscito ad affermarsi sugli altri concorrenti in lizza, tra cui figuravano artisti del calibro di Gipi e Paolo Bacilieri. Eccovi la nostra intervista esclusiva, in cui Gigi Cavenago ripercorre gli step principali della sua carriera, segnata prevalentemente da due opere Bonelli come Orfani e Dylan Dog.

Tra Orfani e Dylan Dog: la carriera di Gigi Cavenago

 

Nel 2008 tu entri nel roster Bonelli e poco dopo fai il tuo ingresso in Orfani, che è la prima mini-serie a colori dello storico editore italiano. Che cosa ha rappresentato, per te, Orfani?

È stato un bel passaggio perché ho esordito con Cassidy, che era una mini-serie che si rifaceva molto a dei serial televisivi degli anni ’70, quindi aveva un po’ quelle dimensioni da “piccolo schermo”. Orfani è stato un salto pazzesco perché, all’improvviso, sembrava quasi di fare cinema, perché aveva un po’ un sapore da kolossal di fantascienza; per il fatto che a colori, per il fatto che c’era da creare un mondo totalmente nuovo è stato un passaggio molto interessante, anche dal punto di vista tecnico.

Un altro importantissimo step per la tua carriera è senz’altro rappresentato dall’approdo su Dylan Dog: da copertinista della serie “Old Boy” a copertinista di quella regolare, fino a disegnatore e colorista sull’albo Mater Dolorosa. Come ti sei approcciato a quello che è uno dei fumetti italiani per antonomasia? Soprattutto perché ti trovavi a sostituire un mostro sacro come Angelo Stano.

Diciamo che non c’è stato molto tempo per preparsi, soprattutto per le copertine della serie regular. Le copertine della Old Boy sono state richieste dopo che avevo fatto qualche studio personale di pittura digitale, quindi con un senso molto pittorico del tratto, una cosa che sentivo molto mia. Per quanto riguarda le copertine della regolare, intato la notizia mi è arrivata all’improvviso, diciamo che ho cercato in tutti i modi di guardare alla tradizione di Dylan Dog, con tutti i suoi disegnatori più rappresentativi, tra cui, in primis, Angelo Stano. Dopodiché ho cercato di portare il mio stile in quella tradizione.

Orfani e Dylan Dog, nel segno di Roberto Recchioni

 

orfani e dylan dog

La tua carriera, sotto certi aspetti, è legata a doppio filo a quella di Roberto Recchioni: in squadra insieme sia su Orfani che su Dylan Dog. Come è stato rapportarsi ad una delle personalità più eccentriche del fumetto italiano?

Se non fosse stato per Roberto, non so se sarei arrivato su Dylan Dog, non tanto come semplice disegnatore, ma come disegnatore del trentennale, come copertinista di una serie come Old Boy: a Roberto devo molto. Come è stato rapportarsi con lui? Essendo lui un professionista al 100%, ed ha più “personalità”: c’è il Roberto Recchioni influencer, il blogger, il critico cinematografico, e c’è il Roberto Recchioni sceneggiatore. Devo dire che mi sono trovato benissimo perché lui, più di molti altri sceneggiatori, ha un forte senso di quella che è la potenza visiva del fumetto, quindi è uno scrittore che lascia spazio all’immagine, ed io, di questo, ne ho giovato tantissimo.

Un’altra domanda: avendo lavorato in Bonelli, cosa credi serva al fumetto italiano, e alla scena italiana più in generale, per rilanciarsi definitivamente?

È una bella domanda. Prima di tutto, serve una forte passione: io vedo che i grossi salti che sono riuscito a fare, a livello personale, sono nati tutti da un fortissimo interesse e da una passione che, se non sai come risolvere una tavola o una scena, non ti fa dormire la notte e ti fa rimordere la coscienza. Ci vuole un grande impegno.

Credi, quindi, che in Italia ci sia già un vasto panorama di autori validi?

C’è eccome! A me sembra che negli ultimi anni stiano nascendo un sacco di fumetti fantastici. Diciamo che a volte è difficile stare dietro ai gusti, alle mode o alla concorrenza di tutti gli altri mezzi di svago come possono essere, ad esempio, i telefilm, i videogiochi, ma questo è un discorso vecchio.

Oltre Dylan Dog, quali sono i progetti che ti impegneranno in questo 2017?

Dopo Dylan Dog siamo troppo avanti nel futuro. Qualcosa bolle in pentola però è ancora troppo presto per parlarne.

Nasce a Torre del Greco nei favolosi anni 80, e scopre sin da subito le sue due grandi passioni: la musica e i videogiochi, e decide di coltivarle entrambe. Anni dopo scopre il giornalismo, e dopo aver scritto per diversi siti web, crea Nerdmonday.

Nasce a Torre del Greco nei favolosi anni 80, e scopre sin da subito le sue due grandi passioni: la musica e i videogiochi, e decide di coltivarle entrambe. Anni dopo scopre il giornalismo, e dopo aver scritto per diversi siti web, crea Nerdmonday.

No comments

Lascia una risposta

Da non perdere

Intervista a Daniele Fabbri

Non dimenticare nulla di importante