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Daymare 1998: un Resident Evil tutto italiano

Il legame tra l’Italia e l’horror non è mai stato così forte. Dopo esserci soffermati, qualche tempo fa, su Follia Dear Father, survival horror attualmente in sviluppo da parte di Real Game Machine, non possiamo non parlare di Daymare 1998, un altro horror game, sempre creato da “cervelli italiani”, che si appresta a sbarcare sul mercato grazie, soprattutto, alle donazioni dei backers di Kickstarter. Ma questo gioco di cui vi stiamo parlando non è l’ennesimo progetto in attesa di finanziamenti: i ragazzi di Invader Studios, il team di sviluppo, grazie alla qualità del loro lavoro, sono riusciti ad attirare l’attenzione di un colosso dell’industria videoludica come Capcom. Ma andiamo con ordine a ripercorrere la storia di Daymare 1998.

Daymare 1998: storia di un horror made in Italy

 


La storia di Daymare 1998 inizia del 2015, grazie ad Invader Studios, un team tutto italiano, con una naturale predilezione per l’horror, in particolare nei confronti di una delle saghe capostipite del genere: Resident Evil. Questo loro amore per la saga targata Capcom sfocerà in Resident Evil II: Reborn: un remake, realizzato con l’Unreal Engine 4, di Resident Evil II. Inutile dire che il loro progetto attirò l’attenzione di tutta la stampa di settore e, di conseguenza, anche di Capcom, che, capendo lo spirito dell’iniziativa, decide, inaspettatamente, di invitare tutti i membri di Invader Studios nella sua sede in Giappone.

Oltre le congratulazioni per l’ottimo lavoro svolto, il colosso nipponico ha cercato di aiutare Invader Studios, in modo da consentire al team di realizzare il loro progetto “a regola d’arte”, senza incorrere nel rischio di una causa legale per violazione di copyright. Ebbene, sarà proprio dalle ceneri di quel remake di Resident Evil II che nascerà lo sviluppo di Daymare: 1998.

Da semplice tributo a gioco indipendente

 


Daymare: 1998 si caratterizza come il più classico dei survival horror in terza persona, forte di una qualità grafica high-end, di atmosfere immersive e di meccaniche di gioco che faranno la felicità degli hardcore gamer della vecchia scuola. Lo stesso “1998” presente nel titolo è un chiaro riferimento all’anno di uscita di Resident Evil II, una delle pietre miliari del genere horror per eccellenza, e a tutto ciò che quel gioco ha rappresentato per i gamer.

Tra le varie caratteristiche promesse dagli sviluppatori, si parla di storyline che coinvolgeranno più personaggi, di savepoints limitati e lontani l’uno dall’altro (qualcuno ha detto “macchine da scrivere”?), di nemici che saranno sempre in numero maggiore rispetto ai vostri proiettili, e di tonnellate di riferimenti alla pop culture degli anni ’90.

Dopo aver presentato Daymare: 1998 alla Gamesweek di Milano, i ragazzi di Invader Studios hanno deciso di imboccare la strada del crowdfunding: lo scorso 15 Febbraio è stata lanciata una campagna su Kickstarter, volta a raccogliere i fondi necessari alla realizzazione del progetto. La cifra da raggiungere è stimata sui 180.000 euro, che consentirà l’approdo del gioco su PC, Playstation 4 e Xbox One. Ma le sorprese non finiscono qui: se le donazioni raggiungeranno i 240.000 euro , Invader Studios potrà avvalersi della collaborazione artistica di Akari Kaida, compositore delle colonne sonore di giochi come Okami, Dino Crisis e, ovviamente, Resident Evil.

Inutile sottolineare quanto il supporto dei fan sia fondamentale nello sviluppo di Daymare: 1998, ed è proprio per questa ragione che invitiamo tutti coloro che siano nella possibilità di investire di diventare backers di questo ambiziosissimo progetto. Questo link vi condurrà alla campagna Kickstarter del gioco, con tutti gli aggiornamenti relativi al gioco; se invece volete vedere qualcosa in più del gioco, ecco qui una piccola gallery:

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Nasce a Torre del Greco nei favolosi anni 80, e scopre sin da subito le sue due grandi passioni: la musica e i videogiochi, e decide di coltivarle entrambe. Anni dopo scopre il giornalismo, e dopo aver scritto per diversi siti web, crea Nerdmonday.

Nasce a Torre del Greco nei favolosi anni 80, e scopre sin da subito le sue due grandi passioni: la musica e i videogiochi, e decide di coltivarle entrambe. Anni dopo scopre il giornalismo, e dopo aver scritto per diversi siti web, crea Nerdmonday.

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