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Missione 51 di The Phantom Pain: possibili ipotesi [SPOILER]

a cura di Peppe Li Vigni

 

Il taglio della famosa Missione 51, con conseguente mancanza del finale, è stato fonte di aspre critiche da parte dei videogiocatori.

Ora, partiamo da un presupposto, che nel mondo dei videogiochi come anche del cinema, avvengono sempre dei tagli; ciò che è il prodotto finale, non è mai tutto ciò che si è progettato, per svariate motivazioni, ma ciò su cui bisogna riflettere è che il taglio in sé, non è un errore, ma fa parte del lavoro di produzione.

Detto questo andiamo a trattare lo spinoso caso della Missione 51.

Partiamo da un altro presupposto: in realtà, il secondo capitolo non presenta un vero e proprio finale (ad eccezione della missione 46, e non dico altro) ma conclude le storia di personaggi arrivati alla Mother Base, e ciò che mancherebbe in questo particolare frangente è il concludersi degli eventi di Eli, conclusione che sarebbe presente in quella fatidica missione 51.

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Adesso, come si concludono gli eventi di Eli nel gioco? Lui scappa dalla Mother Base con l’ausilio di Young Mantis, portandosi via il Metal Gear Sahelanthropus e la fiala contenente l’arma batteriologica delle corde vocali, ceppo inglese.

Ora, ciò che causerebbe secondo i videogiocatori un buco nella trama di The Phantom Pain, sarebbe la presenza di quel determinato virus mai apparso nei capitoli precedenti… qui bisogna fare una precisazione: il buco (se lo si può chiamare tale) non sarebbe di The Phantom Pain, perché gli avvenimenti di The Phantom Pain si concludono tutti… The Phantom Pain è un gioco finito, il buco si presenterebbe all’interno della saga e degli avvenimenti che la contraddistinguono… buco che, però, potrebbe non essere tale per un avvenimento del gioco e due cassette che mettono un sospetto sul destino di questo virus.

L’avvenimento in questione è quando il virus subisce una mutazione alla piattaforma di quarantena, bypassando l’attacco ai polmoni, occludendo le vie arteriose e causando sanguinamento, ed altri sintomi che non dirò.
In una cassetta, Code Talker spiega che se il virus ha potuto subire una mutazione, ciò significa che sarebbe predisposto a subirne molte altre, rendendolo più pericoloso di quanto già non fosse o si potesse immaginare.
In una delle cassette finali, dove Zero parla con Skull Face, viene detto che la realizzazione del virus venne accantonata per impossibilità, perché a Zero non interessava abbattere un’intera etnia, ma bersagli specifici, mentre Skull Face voleva dimostrare che tale virus funzionasse, e che lo stermino di un’intera etnia era quel futuro che Zero non riusciva a vedere.

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Dove voglio arrivare? Ritornando al discorso del “tecnicamente il virus dalle corde vocali non è mai apparso nella saga di Metal Gear”… esso non è l’unico virus mai apparso nella saga.

Ricapitoliamo il finale di Eli:
Eli/Liquid scappa dalla Mother Base con l’ausilio di Young Mantis/Psyco Mantis, portandosi via il Metal Gear Sahelanthropus/Metal Gear Rex, e la fiala contenente l’arma batteriologica delle corde vocali, ceppo inglese… lo devo proprio dire? FOX… DIEEEEE!!!!!!

Ora, tutto questo rimane tra la verità e l’ipotesi, visto che comunque non ce lo dicono chiaramente, ma cercano di farcelo intendere, ma si nota lontano un miglio che quel determinato finale trasuda Shadow Moses da tutti i pori, ma ciò che porterebbe l’inserimento di quella missione 51, stravolgerebbe tale ipotesi portandosi però appresso un buco tendenzialmente meno ipotetico.

Nella missione 51 Eli, dopo essersi iniettato il virus dalle corde vocali, va a bordo del Sahelanthropus e affronta nuovamente Big Boss.
Viene sconfitto, di nuovo, il Sahelanthropus viene letteralmente fatto a pezzi, e Snake per non permettere l’avanzamento del virus, rade al suolo l’intera zona con il napalm, ma Mantis interviene salvando Eli, estraendogli il virus dal corpo e distruggendolo.

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La distruzione del virus, che possa essere o non essere la base su cui nascerà il foxdie, mettiamola da parte, perché quello che ci interessa di più è il fatto che i resti macinati del Sahelanthropus tornano nelle mani di Big Boss, e per chi è avvezzo alla trama di Metal Gear sa perfettamente quale sarà il destino di Eli e di quel Sahelanthropus, creando quello che potrebbe veramente essere un buco di narrazione, molto meno ipotetico dell’altro.
Con questo cosa voglio dire: visto che nella missione 51 ci sono anche i soldati di Cipher, perché non l’hanno fatto recuperare a loro il Sahelanthropus?

Avrebbero ovviato a quello che potrebbe dimostrarsi un buco della saga… ops, proprio come quelle persone che dicono che se non ci fosse stata quell’ultima fiala di virus, non si sarebbe creato il cosiddetto buco.
Come potete vedere, cambiando l’ordine degli addendi il risultato non cambia, ed è per questo che dovremmo spedire Metal Gear Solid V: The Phantom Pain all’infermo?
No, perché altrimenti dovremmo spedircelo anche per altri eventi che non ci sono stati narrati, come ad esempio l’esistenza nella saga di Solidus, o le origini di Gray Fox… tante cose che rimangono nel mistero ma che le riusciamo ad accettare.

Quello che ci deve premere adesso è se questa fatidica missione 51, anche se non presente all’interno del gioco, è un avvenimento realmente accaduto nella saga oppure no, sempre constatando che, piaccia o non piaccia, Metal Gear Solid continuerà… e non sappiamo cosa ci aspetta in futuro! Anzi, sì… Survive!

Redazione di Nerdmonday

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