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Asemblance – Un viaggio nelle memorie più recondite

Asemblance è un videogioco sviluppato da Nilo Studios per PC e Playstation 4. Questo titolo indie è un’avventura thriller sci-fi con sfumature horror. Asemblance è un viaggio cupo e apparentemente senza risposte nei ricordi assopiti di un uomo. La memoria è un salto nel buio che spesso lascia confusi e più amareggiati di prima. Il protagonista di questa storia, infatti, ha probabilmente rimosso il suo passato per non doversi guardare indietro alimentando sofferenze e frustrazioni. Ma adesso entriamo più nello specifico e cerchiamo di capire che cosa ci offre Nilo Studios.

Asemblance: il ricordo ci rende schiavi

 

Asemblance

Il laboratorio da cui partirà la nostra avventura

Il gioco presenta una visuale in prima persona. All’inizio ci sveglieremo all’interno di una stanza in penombra, una sorta di laboratorio scientifico. Al centro della struttura c’è un grosso macchinario collegato a un terminale. Non sappiamo perché siamo lì e di chi sia la voce che ci dà indicazioni (purtroppo il gioco è solo in inglese), ma fin dai primi attimi non esitiamo a fare ciò che ci viene detto. Il nostro scopo è quello di collegarci al terminale e scorrere, man mano, delle opzioni che rappresentano dei luoghi cari al protagonista, ma che lui al momento non ricorda di aver visitato.

La storia non ci rende subito partecipi in maniera chiara e netta delle vicissitudini del protagonista. Scopriremo, insieme a lui, pian piano, ricordo dopo ricordo, cosa è successo di così terribile nella sua vita. La sua memoria ha come cancellato ogni singolo tratto negativo della sua esistenza per proteggere la sua stabilità mentale. Una volta scelta un’opzione, il macchinario entrerà in funzione e proietterà una simulazione del luogo prescelto. Asemblance è, dunque, una sorta di realtà virtuale vissuta da un’altra persona di cui noi avremo il pieno controllo. L’uomo non farà, almeno all’inizio, resistenza e si presterà a questo esperimento.

I luoghi della memoria

 

Asemblance

L’ufficio è il luogo più criptico del gioco

In Asemblance l’interazione ci permette di fare pochissime cose. Una volta entrati nella simulazione, cammineremo in ambienti di ridotta dimensione cercando dettagli utili a ricordare il nostro passato e rispondere a delle domande che non hanno mai trovato risposta. Il protagonista potrà aprire cassetti, accendere un pc, azionare degli strumenti di lavoro con la pressione del tasto X (versione PS4, quella provata da noi) o, elemento forse più importante del gioco, accentrare la sua attenzione verso un oggetto particolare premendo il grilletto del joypad.

Nel gioco sarà importante rientrare più volte in un luogo per assistere a quelle, seppur minime, differenze tra una visita e l’altra. È proprio concentrandoci su di esse, con il tasto apposito, che faremo scattare degli eventi fondamentali per andare avanti. Alcuni enigmi si basano proprio sul ricordo di ciò che abbiamo visto in un luogo differente da quello in cui ci troviamo. Col tasto triangolo potremo uscire dalla simulazione per poi rientrarvi accedendo alla location dove sarà possibile risolvere l’enigma inquadrando l’oggetto giusto.

In alcune sequenze di gioco, Asemblance non manca di momenti criptici e quasi surreali. Guardare intensamente una sveglia o far partire un registratore sono solo alcuni dei gesti che portano a delle situazioni non di semplice spiegazione e alquanto inquietanti.

Poche location da ricordare

 

Asemblance

La camera da letto offre un colpo d’occhio notevole

Il gioco è senza dubbio molto particolare, con una storia non di facile comprensione, ma che cattura facilmente il giocatore grazie alla bellissima realizzazione degli ambienti. I giochi di luci e ombre, i colori vividi e realistici, l’eccellente realizzazione grafica di ogni elemento, rende Asemblance un gioco bello da esplorare, ma con una pecca: i luoghi sono davvero pochi. Partiamo dal presupposto che Asemblance si può terminare in circa 30-40 minuti, presentando, però, più di un finale. Il titolo, dunque, si basa sulla visita ripetuta, anche decine di volte, dei pochi luoghi messi a disposizione dal team di sviluppo.

A parte il laboratorio, dove necessariamente passeremo più tempo, e l’ambientazione finale che dura però pochi secondi, Asemblance ci permette di visitare tre location: una radura in un bosco – con un dettaglio grafico molto poetico – l’ufficio dove lavora il protagonista – forse la zona più surreale del titolo – e il suo appartamento che, nella versione diurna regala una tranquilla sensazione di focolare domestico, mentre in quella notturna lascia intravedere il lato horror del gioco. Considerando che ognuna di esse è di dimensioni ridotte, non ci sarebbe dispiaciuto esaminare altre ambientazioni.

Asemblance, una piacevole sorpresa

 

Asemblance

Una presenza ingombrante nella nostra memoria

Ammettiamo che Asemblance non era nella nostra lista dei desideri e che non avevamo neanche tanto sentto parlare di questo gioco, forse per nostra disattenzione o perché il titolo risulta essere proprio di nicchia, molto meno pubblicizzato rispetto ad altri indie. Nilo Studios ci ha senz’altro affascinato con questo suo prodotto, semplice nelle meccaniche, ma curatissimo sul piano narrativo (una narrativa più implicita che manifesta) e su quello grafico.

Asemblance è una storia di ferite profonde che non si sono mai chiuse. La prova più difficile è dimenticare, perché il ricordo fa parte del nostro essere più profondo. Ogni singolo attimo vissuto dice chi siamo, anche se spesso, non vorremmo saperlo. La memoria è come uno specchio di cui si ha paura, perché attraverso il suo riflesso vediamo più nitidamente le cicatrici che tanto ci fanno male. La memoria è uno specchio cinico e impietoso.

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

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