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Breve guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi – Seconda parte

La nostra breve guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi che, ricordiamo a tutti i lettori, di serio ha poco o niente, continua con il capitolo dedicato al livello intermedio. Abbiamo visto nella prima parte della guida quali sono i comportamenti tipici di chi seleziona il livello facile nei videogiochi. In questa seconda parte passaremo in rassegna i giocatori che, invece, decidono di giocare a difficoltà normale.

Si dice che il livello normale sia il più vicino all’esperienza di gioco reale, a quella che avevano in mente gli sviluppatori fin dall’inizio. Chi seleziona il livello normale giocherà al videogioco nella sua essenza più pura. Sarà vero? Forse sì, forse no, ma di sicuro è un’ancora di salvezza per molti videogiocatori. Partiamo da un presupposto: se Dante Alighieri fosse ancora vivo, li metterebbe nell’Antinferno, dove sono puniti gli ignavi (Canto III), cioè coloro che durante il corso della loro vita non hanno mai preso iniziative, non si sono mai schierati, non hanno vissuto né nel bene né nel male. I giocatori che selezionano il livello normale non osano, ma non vogliono neanche passare per maldestri ed entrare di diritto in una delle categorie descritte nel capitolo dedicato al livello facile.

Breve guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi: #Normale

 

Giocare impostando il livello di difficoltà normale salva da improperi e minacce da parte dei propri amici che non vedono di buon occhio chi, invece, preferisce la strada più semplice, ma non solo. Anche le coronarie e la strada verso il Paradiso sono protette dal livello intermedio. Difatti, sono rari i casi di calendari vituperati e rosari lanciati contro il muro durante un gameplay a questa modalità di gioco.

Ci sono, però, anche effetti collaterali. Uno di questi prende il sopravvento negli eterni indecisi, categoria abbastanza comune tra chi gioca con il livello normale. L’effetto collaterale è la crisi di panico. Molti gamers prima di scegliere quel livello iniziano ad avere dubbi esistenziali sulla bontà di quella decisione. Ci sono tre casi rilevanti:

  1. Il giocatore vorrebbe in realtà selezionare il livello facile per avere la strada spianata, ma una sensazione strana lo pervade. Si sente osservato, qualcuno potrebbe venire a conoscenza della verità e spiattellare tutto in pubblica piazza. Il giocatore scoppia in una crisi di pianto che si conclude con la scelta del livello normale per salvare la faccia.
  2. In questo secondo caso, invece, avviene il contrario. Chi sceglie il livello normale scarta a priori quello precedente perché il livello di sfida per lui deve valere la spesa del gioco. A questo punto si fa strada nel suo cervello l’idea malsana di cominciare direttamente a livello difficile così da entrare nell’Olimpo degli hardcore gamers. Mille dubbi imperversano nella sua mente: ”E se fosse troppo difficile e non riuscissi a terminare il gioco?”, ” E se scoprissi di non essere in grado di andare avanti giocando con il livello massimo? Potrei ancora guardarmi allo specchio?” Scoppia così la crisi di pianto, sintomo che li accomuna tutti. Tutto sfocia poi nella selezione del livello normale per uscire dall’impasse.
  3. Il giocatore seleziona il livello normale senza indugi perché ”tanto poi lo ricomincio a difficile”. È una grossa balla. Il giocatore, una volta terminato il titolo, accantonerà il disco di gioco perché “tanto il livello normale è quello vero, chi me lo fa fare di ricominciare tutto dall’inizio?”. Niente crisi di pianto? Sembrerebbe di no, ma un bel pianto prima di giocare fa sempre bene, quindi, mettiamocelo.

 

In alcuni prodotti videoludici, come già detto nella prima parte della guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi, non esiste il livello facile, ma si parte da quello normale. In questi casi il punto 1 si esclude automaticamente, con tanti ringraziamenti del gamer che dovrà vedersela solo con le elucubrazioni del punto 2.

Dobbiamo però anche segnalare una prassi abbastanza diffusa: quella di mentire spudoratamente sul livello con cui si è giocato il titolo del momento. Non sono rari i casi di giocatori che affermano di aver finito il gioco impostando il livello normale, ma che in realtà lo hanno fatto al livello facile. Questi giocatori rientrerebbero, in teoria, nella categoria descritta nella prima parte della guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi, ma abbiamo deciso di inserirli qui perché mentono talmente bene da far diventare verità la loro bugia. I “fake normal gamers” (così li chiameremo per far sembrare che la guida sia accreditata) si nascondono con maggior bravura di Sam Fisher e dell’Agente 47 messi insieme. Essi si contrappongono ai “very normal gamers”, cioè coloro che hanno davvero finito l’avventura al livello intermedio. Comunque, ripetono così incessantemente il fatto di avere selezionato il livello normale da diventare a tutti gli effetti membri dell’altra categoria.

Livello normale state of mind

 

Il livello normale è uno stile di vita. Selezionarlo significa voler mettere due piedi in una staffa e avere uno scudo contro qualsiasi attacco. Nessuno potrà dire loro di aver scelto la via più facile perché, se gli stessi sviluppatori decretano il livello normale come quello più vicino all’esperienza di gioco nuda e cruda, allora significa che è così; allo stesso tempo nessuno potrà additare (gesto che descriveremo nella terza parte della guida, quella dedicata al livello difficile) il giocatore normale come persona senza una vita perché ”se hai tempo per finire i giochi al livello più difficile, non hai nient’altro da fare”. Il livello normale, insomma, ti fa vivere un’esistenza tranquilla permettendoti di mescolarti con qualsiasi altra categoria umana, che sia nerd o meno.

Link: Guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi – Prima parte #Facile

Guida ai livelli di difficoltà dei videogiochi – Terza parte #Difficile

 

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

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