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Recensione Jojo’s Bizarre Adventures: Eyes of Heaven

Chiunque sia davvero appassionato di manga, non può non conoscere (ed eventualmente amare) Le bizzarre avventure di Jojo.

Manga nato come tributo al manga di Ken il Guerriero nel lontano 1987, dalla china del maestro Hirohiko Araki, sviluppa ben presto una sua identità ben distinta, apportando enormi innovazioni al concetto di shonen, che lo hanno portato di diritto nell’olimpo dei mostri sacri del manga, senza contare che si tratta di uno dei manga più longevi, tuttora in corso d’opera.

Recensione-JoJos-Bizarre-Adventure-Eyes-of-HeavenSu questa scia, sono stati prodotti e sviluppati moltissimi videogiochi, partendo dalla piattaforma Super Famicom (per la quale fu prodotto un GDR basato sul manga), passando per le piattaforme SEGA, fino ad arrivare alle console di casa SONY, di cui possiamo ricordare titoli ispirati alle omonime serie come: Stardust Crusaders (PS1; Dreamcast; PSN), Phantom Blood (PS2), Vento Aureo (PS2) e il più recente Alla Stars Battle (PS3).

Il primo Luglio di quest’anno, è approdato finalmente in Europa, Eyes of Heaven, titolo in esclusiva per PlayStation 4, prodotto da Namco Bandai e sviluppato dai ragazzi di CyberConnect2, ispirato all’omonima saga.
Il gioco in questione è un picchiaduro con formula 2VS2, tanto cara al Sol Levante, estremamente frenetico e divertente.

La trama, curata dal maestro Araki in persona, è totalmente inedita e si riallaccia sapientemente con le 8 serie del manga, nonostante ogni tanto lasci trasparire la sua anima di puro fanservice.
A questo giro, i ragazzi di CyberConnect2 hanno fatto tesoro degli errori del precedente capitolo: stavolta infatti le cutscenes hanno preso il posto degli orribili muri di testo del precedente capitolo, i combattimenti sono decisamente più immediati e frenetici e le arene molto più ampie e interattive di prima, nonostante ci si aspettasse un numero maggiore di queste ultime.

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Il roster, composto da oltre 50 personaggi, è in assoluto il più nutrito e completo della serie e ogni singolo combattente è estremamente caratterizzato e ben bilanciato, con tecniche e regole di ingaggio ogni volta uniche, spesso anche difficili da padroneggiare nell’immediato.

Il gameplay, decisamente più immediato del precedente titolo, si basa totalmente sul sistema 2VS2, con tecniche in grado di fornire bonus alla coppia e mosse eseguibili esclusivamente in tag, a volte uniche, altre totalmente inedite, eseguibili in seguito al riempimento di una specifica barra, con la pressione di L1 ed R1.

Adesso però, arriviamo alle note dolenti.

Un po’ come per Bloodborne, anche in Eyes of Heaven la telecamera è vostra nemica, infatti non saranno rari i momenti in cui smetterà di inquadrare il bersaglio agganciato, se non addirittura il vostro personaggio.
I personaggi sono realizzati in maniera impeccabile, senza dubbio i migliori che un titolo dedicato a Jojo abbia mai avuto, ma gli ambienti, nonostante si tratti di un titolo nex gen, risultano decisamente spogli, sporchi e grezzi, in netto contrasto con la ricchezza di dettagli e la pulizia dello shading dei personaggi.

Il gioco, pur presentando una modalità battaglia online, è totalmente sprovvisto di un multiplayer in locale, mancanza piuttosto grave per un picchiaduro.

Recensione-JoJos-Bizarre-Adventure-Eyes-of-HeavenIl combat system si basa principalmente sulla pressione di 4 tasti: un attacco veloce, uno potente (utile per completare le combo), una schivata ed un salto, ai quali vanno aggiunti un tasto per modificare le 4 azioni eseguibili e uno per eseguire un’azione unica, legata all’abilità del personaggio. Con questo sistema, il giocatore viene subito lanciato nella mischia senza alcun tutorial: non esiste infatti alcuna modalità allenamento, nonostante la complessità di utilizzo di ogni lottatore. La pressione frenetica del solo tasto quadrato porterà inevitabilmente ad un KO.

Lo story mode spezza le ben realizzate fasi di combattimento, con attività secondarie (escludendo il divertentissimo poker con Darby) piuttosto mediocri: partendo dalle discutibili fasi “esplorative”, che si svolgono all’interno delle stesse arene di gioco, fino ad arrivare a orribili modalità orda, la cui difficoltà non sta tanto nei nemici, che molto spesso vi passeranno davanti senza nemmeno attaccarvi, quanto nel sistema di aggancio degli avversari e nella telecamera, che renderanno certe fasi piuttosto frustranti.

Nonostante i difetti appena citati, rimane un titolo valido, dal quale ci si sarebbe aspettati qualche sforzo in più, minato da difetti che potrebbero compromettere l’esperienza complessiva.

Un must have per i fan del manga, ma un acquisto sconsigliato a prezzo pieno per qualsiasi profano.

Voto finale: 7.5

 

 

Marco Battiato
Laureato in Agraria, sommelier e appassionato di videogiochi dall’età di 5 anni.
I suoi generi preferiti sono FPS, giochi di guida e action-adventure.

Marco Battiato
Laureato in Agraria, sommelier e appassionato di videogiochi dall'età di 5 anni. I suoi generi preferiti sono FPS, giochi di guida e action-adventure.

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