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Liyla and the Shadows of War – Recensione

Accendere il tablet in un noioso pomeriggio di agosto, cercare qualcosa su Google Play e trovare un’anteprima che subito cattura l’occhio può capitare spesso, ma è insolito trovare al primo colpo giochi così eccezionalmente comunicativi e diversi dalla massa come quello che, chi scrive, ha scovato quasi distrattamente: Liyla and the Shadows of War. Chiariamo subito: questo gioco ha un gameplay minimalista, ridotto all’osso, e la sua durata è molto bassa, ma ci sono giochi che non mirano a raggiungere vette così banali e, fortunatamente, ci sono giocatori che sono alla ricerca di ben altri particolari. Liyla and the Shadows of War è una storia breve, ma intensa, ben narrata e che non si incarta in intrecci troppo forzati.

Il gioco è accompagnato dalla scritta: “basato su eventi attuali”, infatti, il contesto è più attuale che mai: il conflitto tra lo Stato d’Israele e il territorio palestinese della Striscia di Gaza. Il game director e programmatore palestinese Rasheed Abueideh è l’ideatore di questa storia che narra l’amore di un padre per la propria figlia, un sentimento “illuminato” dalle bombe che cadono su scuole, edifici di ogni tipo e corpi inermi.

Liyla and the Shadows of War: la componente ludica

 

Liyla and the Shadows of WarLa narrativa di Liyla and the Shadows of War è ciò che rende questo titolo un’esperienza da provare senza esitazione, ma stiamo pur sempre parlando di un videogioco e la componente ludica va giudicata o, almeno, descritta per presentare ciò che si mostrerà a chi vorrà giocarlo. I parametri sono i soliti: gameplay, grafica, sonoro; sembra tutto così riduttivo quando si parla di titoli del genere, ma nel caso di Liyla non pensiate che la componente ludica sia stata lasciata al caso. Il gioco è semplice, per portarlo a termine vi basteranno circa 15 minuti del vostro tempo, ma a questi vanno aggiunti i minuti o, forse le ore, dipende dalla sensibilità di ognuno, in cui, una volta visti i titoli di coda, rimarrete con lo sguardo assorto a rimurginare su ciò che avete appena giocato.

Ma, ritornando ai parametri classici di una recensione, vediamo a cosa ci troviamo di fronte. Sul piano grafico, Liyla and the Shadows of War presenta uno stile che ricorda vagamente Limbo, quindi, abbiamo ambientazioni molto scure dove i colori predominanti sono il nero e il grigio. Questa monotematicità dei colori a volte è rotta dai bagliori delle bombe e dei missili che portano sì un po’ di luce negli scenari, ma una luce che preannuncia morte e distruzione. Mentre nel titolo Playdead i tratti erano onirici, in questo tutto sembra più malinconico. I personaggi, i veicoli e gli edifici sono stilizzati e con ben pochi dettagli, perché durante un conflitto tutto diventa uguale. Un obiettivo non ha volto, non importa se quella bomba colpirà un corazzato o un’ambulanza, il conflitto rende tutti potenziali nemici, anche dei bambini che giocano a palla sulla spiaggia. Nonostante la grafica non abbia particolari abbellimenti, il contesto bellico è reso davvero molto bene. Da ogni singola schermata traspaiono desolazione e disperazione.

Non che ci fosse bisogno di chissà quali artifici per rendere il tutto davvero molto triste, ma anche il sonoro fa egregiamente la sua parte. Le musiche composte da Jorge Mendez accompagnano con note dolci il peregrinare del protagonista, un padre che non si rassegna all’impossibilità di consegnare un futuro migliore alla figlioletta.

Lyila and the Shadows of WarIl gameplay di Liyla and the Shadows of War è basilare e dalle meccaniche da subito intuitive. Possiamo definirlo un platform, visto che durante la nostra breve avventura dovremo cercare di raggiungere luoghi sopraelevati e scampare alla morte saltando oltre il fuoco dei mortai e mine. Prima guidando solo il padre, poi, una volta ricongiuntosi con la bambina del titolo, guidando entrambi. I loro occhi, andando avanti, vedranno barbarie di ogni tipo, atrocità davvero accadute durante il feroce conflitto della Striscia di Gaza. Altre azioni da compiere saranno il “tapping” su icone che ci permetteranno di nasconderci dai bombardamenti e la scelta di opzioni sul da farsi durante alcuni eventi. Dopo circa quindici minuti di queste semplici azioni, potremo assistere alla scena finale che, ovviamente, non sveliamo.

Valutazione finale

 

Questa breve recensione non avrà un voto finale, non avrebbe senso. Non si può giudicare Liyla and the Shadows of War con un numero. L’unica cosa che ci sentiamo di dire è che consigliamo caldamente a tutti di provare questo titolo, anche a chi non è amante di gameplay risicati e di storie che rubano la scena. Come altri videogiochi di questo tipo, potremmo citare Valiant Hearts o This War of Mine, l’intento è far riflettere sull’assurdità della guerra e dell’odio. Anche se il concetto su cui si basa Liyla è nettamente più essenziale, proprio per la sua breve durata e la semplicità delle meccaniche, la finalità risulta essere centrata in pieno e l’impatto emotivo non è secondo ai titoli citati prima.

Liyla and the Shadows of War è disponibile gratuitamente al download su dispositivi Android e iOS. Cliccando qui potrete anche visitare il sito ufficiale.

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

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