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Speedrun e youtubers : una strana generazione

Qualche giorno fa, è uscito Quantum Break su Xbox One. Avendolo provato possiamo affermare che si tratta di un titolo ambizioso e coraggioso che raggiunge buona parte degli obiettivi prefissati e va ad inserirsi di petto tra le migliori esclusive Xbox One. Adesso sta per uscire Ratchet and Clank su PS4, il grande ritorno di un amico di infanzia, e qualche milioncino di utenti Playstation è già in fibrillazione. Avevamo paura che il titolo potesse durar meno degli altri, paura legittima visti i comunicati sbagliati di alcune testate giornalistiche nazionali e del prezzo budget di 40 euro. Così, cercando nei meandri dei forum, abbiamo scoperto che un ragazzo lo ha finito in 5 ore e 20 minuti ma senza alcun tipo di missione secondaria o di collezionabile raccolto.

Speedrun: perché bruciarsi un gioco?

 

È difficile spiegarsi il perché di tale pratica, quella delle speedrun. Perché spendere 70 euro e fare queste insensate prime run a tutta velocità? È come andare ad un ristorante di lusso, pagare 500 euro di cena a buffet ed ingozzarsi come pazzi fino al vomito. Cosa rimane di ciò che abbiamo mangiato? Possono mai dei cibi mangiati con tanta voracità e fretta da spingerci al vomito, deliziarci?

La verità è che anche il mondo videoludico si è piegato alle mode. Questa pratica della speedrun, portata in auge da youtuber di tutte le età e livelli di competenza, sta andando sempre più ad inficiare le possibilità artistiche di un videogioco. Ricordo perfettamente il polverone scatenato da Metal Gear Solid V: Ground Zeroes. La missione della storia che durava una singola ora ed addirittura, una run di 15 minuti, che gettò ancora più fango sul titolo. Giocandolo, però, per trovare tutti i collezionabili utilissimi per la storia e completare tutte le missioni con valutazione S, ci si mette non meno di 20 ore.

Altro caso in esame, quello del povero The Order: 1886. Gioco breve, collezionabili inutili, zero rigiocabilità. Di questo è stato accusato da molte testate giornalistiche e gamers sempliciotti che magari nemmeno lo hanno giocato. A tutti voi però chiediamo: ma vi siete mai soffermati ad osservare Whitechapel? Siete mai rimasti sbigottiti davanti ai raggi del sole che tagliano le nuvole nella sezione del dirigibile in fiamme? Quante trame videoludiche sono all’altezza di quella di The Order? E quante ambientazioni? E quanti gunplay sono così realistici e brutali? Ma evidentemente queste, sono cose che non interessano alla grande massa. Ecco perché anche Quantum Break non è arrivato nemmeno alla media dell’8 su metacritic, laddove i nuovi more of the same di Miyazaki rimangono fissi sul 9. Quantum Break come The Order, non è un gioco perfetto, è vero, ma è uno di quei pochissimi titoli che meritano l’appellativo di Next Gen e non per la questione più ovvia e banale del comparto grafico.

Youtube ci ha rovinato?

 

Quantum Break è un prodotto multimediale, un misto tra due arti audiovisive, il videogioco e la serie tv cinematografica. Dal lato videoludico abbiamo un gunplay dinamico, divertente e credibile. Dal lato della serie tv e della narrativa in-game, ci troviamo di fronte all’ennesimo capolavoro di scrittura di Remedy. Il titolo non è incredibilmente vario e non dura molto, anche se per vedere proprio tutto va rigiocato più volte e per questi motivi è stato bollato come buon esperimento e nulla più. Remedy rispetto a Ready at Dawn gode certo di maggior fama e fiducia da parte dell’utenza, anche se alcuni comunque hanno disdetto i preorder del gioco, per paura di trovarsi dinanzi al “The Order di Xbox One”. Assurdo e triste. Più si va avanti e sempre meno sono i videogiocatori che scelgono con la propria testa, sempre meno quelli che cercano un esperienza diversa dal solito paga, schiva e colpisci e se sbagli muori.

Quest’ultima frase era per farvi capire che qualsiasi cosa può essere banalizzata in poco. Anche un titolo perfetto (tra molte virgolette) come Dark Souls 3 è criticabile in un’infinità di aspetti. Solo che attualmente questi tipi di giochi vanno di moda e, quindi, The Order e Quantum Break rimangono schiacciati sotto al solito commento: “sono due film, avrei preferito andare al cinema piuttosto che spendere 70 euro”. Dove vogliamo arrivare? Che piaghe come la corsa alle speedrun, piaghe come youtubers incompetenti che solo per il fatto di essere molto seguiti decretano il successo o meno di un videogioco sviluppato in anni ed anni di sacrifici, piaghe come le critiche gratuite e prive di fondamento basate su due trailer o pensieri di qualcun altro che a sua volta li ha presi rimasticati e ridigeriti da un altro ancora in un ciclo senza fine, devono assolutamente scomparire dal nostro amato mondo videoludico, in caso contrario, sempre più rari saranno quei titoli che potremo classificare come forme d’arte.

Giuseppe Donte Carrabba
Chiamato “Donte” per la rivisitazione satirica della Divina Commedia al Liceo. Fondo in quel periodo la C&C Production , gruppo di cortometraggi indipendente assieme al mio amico Carlo. Finita la scuola, scelgo il percorso artistico frequentando e laureandomi all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Cinema. Oggi sceneggio cortometraggi, scrivo di e recensisco videogiochi su Nerd Monday e sono impegnato in vari progetti youtube come 3GamersaCaso e The Gentlemen.
Penso che un periodo incerto come quello che stiamo vivendo sia esattamente il migliore per puntare tutto sui propri sogni!

Giuseppe Donte Carrabba
Chiamato "Donte" per la rivisitazione satirica della Divina Commedia al Liceo. Fondo in quel periodo la C&C Production , gruppo di cortometraggi indipendente assieme al mio amico Carlo. Finita la scuola, scelgo il percorso artistico frequentando e laureandomi all'Accademia di Belle Arti di Napoli in Cinema. Oggi sceneggio cortometraggi, scrivo di e recensisco videogiochi su Nerd Monday e sono impegnato in vari progetti youtube come 3GamersaCaso e The Gentlemen. Penso che un periodo incerto come quello che stiamo vivendo sia esattamente il migliore per puntare tutto sui propri sogni!

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