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Siamo davvero nella next-gen?

Sono passati ormai quasi 3 anni dal rilascio delle principali console “next-gen”, vale a dire Xbox One e Playstation 4, ed è venuta l’ora di tirare delle somme (seppur parziali): come si sono evolute durante il corso degli anni, che responso hanno avuto dai giocatori e soprattutto, esse hanno il diritto (o l’onere, a seconda dei casi) di definirsi davvero next-gen?

Senza sfociare in fastidiose quanto inutili console war, funzionali quanto le scazzottate da bar in difesa della proprio squadra preferita , credo si possa affermare che questa gen sia stata decisamente meno dirompente rispetto alle precedenti, sicuramente meno innovativa e lenta ad ingranare (tutt’oggi sta facendo fatica a farlo). Partendo dalla Microsoft, che sembra ancora non avere bene in chiaro quali siano le strade da prendere per il futuro: la piattaforma Kinect, presentata in pompa magna alla fine della old-gen, sembrava potesse fornire un supporto concreto per la rivoluzione casalinga della console, e invece si è rivelato essere un clamoroso buco nell’acqua, tant’è che Microsoft stessa è tornata sui suoi passi, deprezzando i bundle Xbox One e rimuovendo il Kinect. Le ragioni? Probabilmente i limiti strutturali della piattaforma, l’essere dedicata essenzialmente a casual-gamer, le funzioni quasi esigue per i giochi più amati dalla comunità (pensiamo alle striminzite funzioni che aveva con Mass Effect 3), tutte motivazioni insomma che hanno relegato Kinect più ad una piattaforma “in più”, superflua rispetto alla console, anche se sicuramente i piani di casa Redmond erano ben altri.

Ultimamente poi hanno fatto riflettere alcune dichiarazioni da parte di Phil Spencer che meritano una riflessione a parte, e abbiamo analizzato in separata sede. Da una parte poi sicuramente ha influito la pessima ottimizzazione della One e il suo brutto aspetto estetico (spesso preso di mira), o l’annuncio alla sua uscita che la console doveva essere necessariamente connessa a internet per giocare. Se ci fermiamo a riflettere, però, alla fine notiamo come anche la Sony non abbia portato poi così tanti stravolgimenti alla sua ammiraglia (per molti la Playstation 4 è una Playstation 3,5), che alla fine ha portato avanti difetti e pregi della precedente console. Non si possono non ammettere per esempio i continui crash del Psn, che se una volta potevano anche essere giustificati visto che si trattava di un servizio pressoché gratuito, oggi non possono essere più tollerati.

Siamo davvero nella next-gen o è un’era di transizione?

 

Il problema principale è che entrambe le console sono state praticamente “spente” durante i loro primi vagiti. È anche vero che sia difficile per una nuova generazione ingranare subito la marcia (lo dimostrano anche i primi tempi di Ps3 e Xbox 360, dove vi era praticamente il nulla). Tuttavia, di nuove IP che stuzzicassero il palato dei videogiocatori non c’era neanche l’ombra, ed è cosi cominciata (purtroppo) una fase in cui praticamente sul mercato vi erano solo remastered e ri-edizioni in HD. È un discorso che ormai si fatica a comprendere, poiché se il remaster ci può anche stare per portare nelle case dei videogiocatori titoli molto vecchi (di almeno 10 anni), d’altro canto è assolutamente ingiustificabile per titoli come Tomb Raider, Watch Dogs, Assassin’s Creed Black Flag, ecc. che per giunta non offrivano neanche poi così tante differenze qualitative rispetto alle controparti old-gen. Operazioni commerciali come queste se ne sono viste a bizzeffe, e se ne continueranno a vedere, tant’è che molti si sono chiesti a cosa sia servito spendere 400 euro per una nuova console dove si gioca praticamente agli stessi titoli old-gen con una grafica leggermente migliorata.

Apriamo a questo punto una parentesi, proprio sull’aspetto grafico: il salto generazionale da Ps3/Xbox 360 a Ps4/Xbox One credo si sia sentito davvero poco. Non ci sono differenze abissali come tra un gioco della Ps1 rispetto ad uno della Ps2, per dirne una, anche se oramai appare chiaro che il futuro sarà questo, e che dunque il balzo grafico sarà sempre minore. Avvicinandosi sempre più al fotorealismo, sembra infatti che oramai la grafica passerà lentamente in secondo piano, e i giochi del futuro per essere definiti next-gen dovranno forse appellarsi ad altre risorse e caratteristiche (la fisica, per esempio, o l’intelligenza artificiale)?

Un’altra questione non di poco conto è stata forse l’eccessiva aspettativa in una generazione che prometteva faville, grandissimi titoli e rivoluzioni videoludiche, ma che si è arenata su installazioni di giochi su hard-disk praticamente infinite, patch day-one anche da 10-15 GB e riciclo smisurato di vecchie glorie del passato recente. In questo panorama inaspettatamente sono stati proprio i titoli Indie ad emergere. Vogliamo, per esempio, parlare dei survival horror? Alien Isolation, The Evil Within, Outlast ma ben poco altro sulla sponda tripla A. Se si parla di horror, in questa gen, a noi vengono in mente soprattutto tre giochi: Lone Survivor (8 bit di paura), White Night (tutto in bianco e nero) e Layers of Fear. Sono tutti indie, sarà un caso?

Chi ha vinto la console war? Nessuno

 

Ovviamente Sony ha colto la palla a balzo a proposito del caos che regnava (e regna) in casa Microsoft, e non poteva che approfittarne: questo è uno dei motivi per cui si è creata un ottimo margine di vantaggio sulla rivale, forse ormai impossibile da colmare visto che dovremmo essere già a metà circa del ciclo vitale di questa generazione. Tuttavia questo è stato anche negativo per il mercato, difatti Sony non avendo una reale “antagonista” da combattere si sta adagiando sugli allori, sicura che la concorrenza abbia commesso così tante scelte di marketing errate, da perdere la fiducia dei giocatori.

Chiariamoci, le due console hanno hardware e prestazioni sostanzialmente identiche, è inutile stare a soffermarsi sui 1080p, sulle luci, le ombre e tutte le altre piccolezze, e se lo si fa, be’, o si è dei fanboy incalliti o non si è obiettivi. Si può ammettere che la Playstation 4 sia qualche gradino in su per quanto riguarda l’ottimizzazione dei titoli e la risoluzione, ma la scelta finale dell’utente a mio parere dovrebbe sempre ricadere sulle esclusive effettive che offre la console. Ed è inutile scannarsi sui forum su chi delle due abbia “vinto”, poiché in realtà per questo giro, crediamo proprio che la vittoria non appartenga a nessuno: ricorderemo questa generazione solamente per i remastered, per l’introduzione di micro-transazioni, di DLC annuncianti quasi prima dei giochi stessi o ci sarà qualcosa che saprà risollevarne le sorti?

Personalmente non credo che le cose potranno migliorare in futuro, e sono preoccupato per una passione, quella dei videogiochi, che sta diventando sempre più consumistica, poco aperta alle innovazioni, una passione che per certi punti di vista, si rischia quasi di non sentire più nostra perché distante dal concetto originario di ”videogiocare”: c’è da dire anche che tutto sommato, l’abbiamo voluto noi.

Davide Di Cecca
Videogiocatore incallito dalla tenera età di 5 anni, un giorno ha scoperto che esistevano altri giochi oltre ad Halo. Si batte per valorizzare il gaming in tutte le sue forme, e sogna un giorno di diventare un giornalista nell’ambito videoludico.

Davide Di Cecca
Videogiocatore incallito dalla tenera età di 5 anni, un giorno ha scoperto che esistevano altri giochi oltre ad Halo. Si batte per valorizzare il gaming in tutte le sue forme, e sogna un giorno di diventare un giornalista nell'ambito videoludico.

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