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Cinque motivi per non acquistare Far Cry Primal al lancio

Ubisoft ha finalmente sfornato il nuovo capitolo di Far Cry, con le premesse di innovare e rinnovare totalmente una saga che già dal quarto capitolo, presentava i segni del tempo.

Le promesse sono state mantenute solo in parte, per la precisione, in piccola parte.

Non abbiamo di certo a che fare con un brutto gioco, al contrario! Ma di certo non si tratta del gioco che avrebbe dovuto portare la fantomatica rivoluzione della saga, tanto annunciata da Ubisoft Montreal. Vediamo insieme di seguito i cinque motivi per non acquistare Far Cry Primal nei primi anni di vita:

  1. Solo 20 ore di gioco
    Non è una novità che i giochi al giorno d’oggi, abbiano una durata tanto esigua, ma di certo non ci si sarebbe aspettati una durata tale per un gioco della serie Far Cry! E non stiamo parlando solo della durata della campagna principale, ma di quest’ultima unita a tutte le attività secondarie, considerato che il precedente capitolo, impegnava i giocatori per almeno il doppio del tempo.
  2. Ripetitività delle attività secondarie
    Ammettiamolo, Far Cry non ha mai brillato per varietà di missioni secondarie e attività, pur avendo offerto parecchi spunti simpatici in ogni capitolo (vedi il poker in Far Cry 3).
    In questo nuovo capitolo, per ovvi motivi, le attività secondarie si discostano sensibilmente dal passato, ciò può di ceto risultare piacevole per le prime ore, ma si trasforma presto in noia, dopo l’ennesima ripetizione delle medesime azioni, senza contare inoltre che il gioco porta con sé alcune situazioni dal “passato”, al posto delle quali avremmo preferito qualche novità in più (come il salvataggio di ostaggi generato casualmente sulla mappa di gioco, presente dal terzo capitolo).
  3. Combat system inadeguato
    Con il passaggio da una ambientazione moderna ad una preistorica, armi e regole di ingaggio cambiano drasticamente.
    Il problema che subito si palesa è proprio il combat system, che più che creato appositamente, sembra essere stato preso di peso dai precedenti capitoli e riadattato alla meno peggio in questo titolo, probabilmente a causa dei brevi tempi di sviluppo. In pratica, fintanto che ci troveremo ad utilizzare arco e lance, avremo un feeling più o meno credibile ed accettabile con queste armi, ma quando si tratterà di utilizzare la clava (ossia nel 60% degli scontri), quest’ultima risponderà in maniera piuttosto approssimativa, senza alcuno sforzo da parte del protagonista e priva di qualsiasi contraccolpo, quasi come fosse un’arma di secondaria importanza (proprio come il machete nei precedenti capitoli), quando nel 10.000 a.C., un’arma simile dovrebbe fare davvero la differenza.
  4. Meccaniche di gioco superflue
    Le nuove meccaniche di gioco, inserite per aggiungere un pizzico di varietà al gameplay, per quanto possano risultare divertenti all’inizio, finiscono per ridursi a simpatiche alternative alle tattiche di ingaggio convenzionali.
    L’utilizzo del gufo come bombardiere, per quanto sembri un’interessante novità, si rivelerà presto poco efficace ai fini del combattimento, facendovi preferire tattiche più dirette.
  5. 70€
    L’ultimo motivo è forse il più importante: il prezzo pieno.
    Far Cry Primal non sarebbe affatto un cattivo acquisto, tutto sommato è divertente, le sezioni di caccia trasmettono discrete soddisfazioni, allo stesso modo bisogna ammettere l’indiscutibile qualità della realizzazione dei personaggi e dei modelli poligonali, pregi che però non riescono a bilanciare le evidenti mancanze di un titolo che sarebbe stato soltanto un’ottima espansione di Far Cry 4, decisamente migliore di quella che è stata “La valle dello yeti”, ma decisamente troppo povero per essere considerato un vero e proprio capitolo a se della saga.

 

Non rimane quindi che aspettare l’uscita di un’edizione economica e più completa e sperare in un seguito migliore, magari prolungando anche lo sviluppo di qualche anno.

Marco Battiato
Laureato in Agraria, sommelier e appassionato di videogiochi dall’età di 5 anni.
I suoi generi preferiti sono FPS, giochi di guida e action-adventure.

Marco Battiato
Laureato in Agraria, sommelier e appassionato di videogiochi dall'età di 5 anni. I suoi generi preferiti sono FPS, giochi di guida e action-adventure.

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