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Mercato mobile dei videogiochi: tiriamo le somme

Al giorno d’oggi, in cui imperversano smartphone e tablet, il mondo dei videogiochi ha subito un profondo cambiamento. Si tratta di un cambiamento che, dal punto di vista dei giocatori di vecchia data, può essere ignorato con facilità, ma dal punto di vista delle software house e degli azionisti è qualcosa di molto importante. Sto parlando delle piattaforme mobile. Sì, proprio quegli smartphone e quei tablet che da qualche anno a questa parte sono diventati un vero e proprio fenomeno di massa.

Perché è così importante?
La prima domanda che può sorgere spontanea è la seguente: perché le piattaforme mobile sono così importanti per il mondo dei videogiochi? La risposta è di una banalità quasi assordante: chiunque ha uno smartphone e usufruisce delle miriadi di applicazioni disponibili, tra le quali, ovviamente, una buona porzione rappresentativa è costituita di videogiochi.

Quali videogiochi?
Buona parte dei titoli mobile più venduti sono free-to-play, cioè quei titoli scaricabili gratuitamente ma che presentano contenuti sbloccabili a pagamento. Sono giochi semplici, spesso ripetitivi e tenuti in vita da un’unica idea. E in tempi non troppo recenti anche alcune software house particolarmente affermate hanno iniziato a sondare il terreno di questo mondo. Sto parlando di Square Enix, Sega e molte altre. Ma ultimamente ha fatto discutere parecchio la dichiarazione di uno dei colossi del mondo videoludico: Nintendo.

Nintendo e il mobile?
Nintendo è sempre stata famosa, nel bene o nel male, per il suo essere quasi “retrò”. Ha sempre portato avanti uno stile di gioco classico e generi che altrimenti sparirebbero o riscontrerebbero comunque una crisi. In tempi recenti, però, intorno alla grande N soffia un vento del cambiamento. Lo dimostra la collaborazione con DeNA e l’annuncio del primo titolo per piattaforme mobile: Miitomo.

Cos’è Miitomo?
Più che un gioco, Miitomo sarà un’applicazione social free-to-play che consentirà di condividere eventi e interessi. Gli utenti potranno interagire attraverso i Mii, i fortunati avatar di Nintendo nati nella precedente generazione di console, per conoscersi meglio e scoprire che cosa hanno in comune. Il lancio di questa applicazione è datato marzo 2016, in concomitanza con il sistema di account “My Nintendo” che andrà a sostituire l’ormai pensionato Club Nintendo.
E questo è solo il primo passo di Nintendo nel mondo degli smartphone, un cambiamento che, nonostante tutto, non sostituisce il pieno coinvolgimento della grande N nello sviluppo di videogiochi su console. Anzi, una strategia di questo tipo potrebbe portare altri utenti e far crescere una solida community.

Tirando le somme sul mercato mobile dei videogiochi
In un mondo moderno come il nostro, in cui la vita sembra scorrere inesorabile, uno smartphone che racchiuda più possibilità in un solo oggetto, come fare foto, video, navigare su internet e, naturalmente, usufruire di videogiochi, è necessario. Seguire questa corrente è indispensabile da parte delle software house, ma ciò non significa dover ignorare il mercato delle console. L’unica conseguenza di tutto questo è l’estrema varietà e lo spuntare di molte più possibilità od occasioni.

Pietro dell'Oglio
Studente di Informatica Umanistica all’università di Pisa e grande fruitore di letteratura, musica e videogiochi. Tra le sue passioni spiccano la scrittura giornalistica e quella narrativa.

Pietro dell'Oglio
Studente di Informatica Umanistica all'università di Pisa e grande fruitore di letteratura, musica e videogiochi. Tra le sue passioni spiccano la scrittura giornalistica e quella narrativa.

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