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Ubisoft e il riciclo dei videogiochi

Il prossimo 23 Febbraio, la nuova incarnazione della serie Far Cry, farà la sua comparsa sugli scaffali dei negozi di videogiochi. Non si tratta di un prosieguo “canonico”, bensì di uno spin off, Far Cry Primal. Il titolo è ambientato nell’età della pietra e vedrà varie tribù primitive darsi battaglia a colpi di clava, lance ed animali feroci ammaestrati. Con questo articolo non voglio necessariamente criticare Ubisoft, anzi in parte, voglio lodarne la genialità: minimo sforzo e massimo profitto. Una regola fondamentale che la major francese ha imparato bene.

Ubisoft e il vizietto del riciclo dei videogiochi

 

Quando penso ai titoli Ubisoft degli ultimi anni, una delle prime parole a venirmi in mente è senz’altro “riciclo”. Riciclo di ambientazioni, textures, assets vari, dai movimenti all’intera struttura del gioco. Pensiamo al recente Asssassin’s Creed Syndicate. Nel gioco è evidentissimo che i movimenti dei protagonisti siano copiati ed incollati dal precedente Unity assieme a texture dei palazzi, sonorizzazione degli oggetti e tanto altro. Il sistema di combattimento, per quanto rozzo se paragonato alla meraviglia vista in Assassin’s Creed III, è forse l’unico ambito dove c’è stata una revisione del gameplay. Potrei continuare all’infinito. In Assassin’s Creed III, ad esempio, c’era la possibilità di far roteare l’arma con la pressione del tasto “quadrato” o “X” mentre si era in corsa. Il virtuosismo produceva un certo effetto sonoro.

Nel successivo Black Flag, che riciclò le battaglie navali dal terzo capitolo rendendole il core del gioco, non eliminarono la feature, probabilmente per errore, dato che l’arma veniva mossa in maniera “strana” e l’effetto sonoro era rimasto invariato: simulava lo spostamento d’aria prodotto da una spada che rotea anche se non avveniva alcuna rotazione! Aggiungo che c’è un motivo ben preciso se Ubisoft scelse l’ambientazione piratesca per il quarto capitolo. Forse per l’eccitazione di lavorare su quel periodo storico? O forse per far incontrare al protagonista (assolutamente anonimo), leggende del calibro di Barbanera? Nessuna di queste. Il motivo è uno solo: LA SEMPLICITA’ DI SVILUPPO. Con poco tempo a disposizione, è più complicato riprodurre intere città con architetture varie e complesse unite a fitte foreste innevate e non, con burroni, irregolarità, possibilità di muoversi sugli alberi con percorsi minuziosamente studiati oppure creare un unico script rappresentato dal mare che di fatto è quasi la totalità della mappa, se non consideriamo Nassau e qualche altro sputo di isolotto? La risposta è ovvia.

Far Cry Primal è l’ennesimo esempio di riciclo mascherato dalla presunta esigenza di fornire una “ventata d’aria fresca” ad un determinato brand. Un rinnovamento che avviene tramite riciclo quasi totale? Concetto alquanto ossimorico. Far Cry Primal prende praticamente qualsiasi cosa da Far Cry 4. Il motore grafico è identico, forse con qualche leggera miglioria qua e là, i movimenti di scalata e arrampicata sono i medesimi dell’avventura nel Kyrat, stessa cosa per i movimenti ed i comportamenti di nemici ed animali feroci. Il vero colpo di genio è l’ambientazione: alberi, cespugli, montagne e poco altro. Essendo ambientato nell’età della pietra, tale “povertà” d’ambientazione, è perfettamente giustificata dal rigore della ricostruzione storica. Niente monumenti giganteschi, forti, palazzi e cose simili: gli sviluppatori hanno avuto vita molto più facile. Lodevole l’ideazione del linguaggio usato dai primitivi, forse unico sforzo artistico della produzione, che fonda il gameplay su quello che nei precedenti titoli era un elemento side: la caccia. Insomma, corsi e ricorsi storici. Come in Black Flag, così in Primal. Quando impareremo a non riempire le tasche di questi signori?

Il popolo videoludico medio deve assolutamente crescere in fatto di consapevolezza, in modo da distinguere più agevolmente gli sforzi artistici dalle truffe camuffate. The Order 1886 dura 9 ore tra gameplay e filmati, questo è vero, così com’è vero che la storia poteva evolvere ulteriormente nel primo capitolo. Però oltre alla brevità ed alla superficialità delle boss fight, sono presenti molteplici aspetti del gioco, degni di un capolavoro. Colonna sonora d’impatto, doppiaggio ottimo, gameplay realistico, avvincente e solidissimo, grande ambientazione, grande trama, grandi personaggi. Non solo grafica spaccamascella.

Ebbene c’è da chiedersi, valgono di più 8-9 ore di assoluta qualità o 40-50 ore di more of the same? Possibile che in moltissimi non si accorgano che spesso e volentieri ci si ritrova davanti alle stesse minestre riscaldate ma con qualche spezia diversa? Qualsiasi spunto innovativo ed artistico viene sacrificato davanti all’altare della (presunta) longevità: questo è capitato a serie dalla grande storia ed ambientazione d’impatto come Assassin’s Creed o a quelle caratterizzate da un gameplay (allora) fresco e coinvolgente come Far Cry. Che ne pensate di questo Primal? E del fenomeno dei giochi riciclati? A voi la parola.

Giuseppe Donte Carrabba
Chiamato “Donte” per la rivisitazione satirica della Divina Commedia al Liceo. Fondo in quel periodo la C&C Production , gruppo di cortometraggi indipendente assieme al mio amico Carlo. Finita la scuola, scelgo il percorso artistico frequentando e laureandomi all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Cinema. Oggi sceneggio cortometraggi, scrivo di e recensisco videogiochi su Nerd Monday e sono impegnato in vari progetti youtube come 3GamersaCaso e The Gentlemen.
Penso che un periodo incerto come quello che stiamo vivendo sia esattamente il migliore per puntare tutto sui propri sogni!

Giuseppe Donte Carrabba
Chiamato "Donte" per la rivisitazione satirica della Divina Commedia al Liceo. Fondo in quel periodo la C&C Production , gruppo di cortometraggi indipendente assieme al mio amico Carlo. Finita la scuola, scelgo il percorso artistico frequentando e laureandomi all'Accademia di Belle Arti di Napoli in Cinema. Oggi sceneggio cortometraggi, scrivo di e recensisco videogiochi su Nerd Monday e sono impegnato in vari progetti youtube come 3GamersaCaso e The Gentlemen. Penso che un periodo incerto come quello che stiamo vivendo sia esattamente il migliore per puntare tutto sui propri sogni!

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