Menu

Dark Souls: brevi impressioni di un fan

È impossibile rimanere indifferenti, nel bene o nel male quando si gioca a Dark Souls. Che tipo di esperienza offre davvero questo titolo? Correre tra le mura di Anor Londo, cercare di sopravvivere nei luoghi più remoti di Lordran, gioire per ogni focolare acceso, sono tutte sfumature di quel che rappresenta questo titolo per il giocatore.

Cos’è Dark Souls?

 

Dark Souls è un ciclo di giochi, il cui terzo e forse ultimo titolo sarà reso disponibile a breve. Nato dalle stesse menti di un gioco quasi omonimo, Demon’s Souls, che per i più è considerato parte integrante della serie, e di Bloodborne, Dark Souls ha riscontrato un grande successo sia di critica che di copie vendute. È un titolo a metà tra il gioco d’azione e il gioco di ruolo, con un vasto mondo open world. Niente di nuovo, dunque, né oggi, né quando comparve per la prima volta tra gli scaffali dei negozi.

Ma qual è il motivo di questo successo ed entusiasmo da parte dei giocatori?

Dark Souls come esperienza

 

Il più grande luogo comune che ruota attorno a questo titolo è quello della difficoltà. Viene etichettato dai più come gioco “difficile”, quando in realtà non lo è. Dark Souls rappresenta uno stile che è stato abbandonato a metà degli anni novanta, una tipologia di gioco che inonda il giocatore con la schermata del “game over”, perché la barra della vita non si rigenera automaticamente o perché un minimo errore rischia di azzerarla.

È questo il motivo di tale successo: Dark Souls è un gioco vecchia scuola ma che riesce a sopravvivere in una generazione molto più attuale. Tutto questo rende il titolo in questione, più che un semplice gioco, un’esperienza fuori dal tempo, irripetibile. Pur volendo, cercando tra i vari titoli, recenti o meno, risulterebbe difficile, se non impossibile trovare un gioco che doni le stesse sensazioni o che abbia lo stesso impatto di Dark Souls, eccezion fatta per i suoi sequel.

Che tipo di esperienza?

 

Dark Souls è bistrattato da molti, ma amato dai più, è uno di quei giochi che divide a metà pubblico e critica. Perché un titolo di questa portata non può suscitare mezze emozioni. Sarà un’espressione utilizzata e banalizzata fin troppe volte, ma Dark Souls o lo si ama o lo si odia. Come tutte le esperienze.

Pietro dell'Oglio
Studente di Informatica Umanistica all’università di Pisa e grande fruitore di letteratura, musica e videogiochi. Tra le sue passioni spiccano la scrittura giornalistica e quella narrativa.

Pietro dell'Oglio
Studente di Informatica Umanistica all'università di Pisa e grande fruitore di letteratura, musica e videogiochi. Tra le sue passioni spiccano la scrittura giornalistica e quella narrativa.

No comments

Lascia una risposta

Da non perdere

Intervista a Daniele Fabbri

Non dimenticare nulla di importante