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Il mondo di Xenoblade Chronicles X

Avete presente i mondi impossibili che la letteratura di fantascienza ci dona? Sto parlando ad esempio di Solaris di Stanilsaw Lem o di Dune di Frank Herbert; ebbene, anche la fantascienza videoludica ha i suoi mondi fantastici. Nell’ultimo periodo tra gli scaffali della sfortunata console Nintendo è spuntata in mezzo al nulla una piccola gemma che prende il nome di Xenoblade Chronicles X.

Il mondo di Xenoblade Chronicles X

 

Xenoblade Chronicles X è ambientato su Mira, un pianeta sconosciuto e inesplorato, e a noi spetterà questo arduo compito: scoprirne ogni singolo dettaglio. Si tratta di un mondo enorme, che metterà a dura prova qualsiasi avventuriero. È composto di cinque continenti, l’uno più sorprendente dell’altro, con sottosezioni che sembrano risplendere di luce propria e che appaiono vive, esattamente come tutti i personaggi di quest’epopea.

Abbiamo Primordia, fatta di grandi spazi verdi pianeggianti interrotti qua e là da montagne dalle forme più bizzarre; abbiamo Noctilum, un’immensa foresta dove la luce del sole difficilmente riesce a filtrare, e dove la flora dona i colori più sgargianti; c’è Oblivia, un luogo spoglio e privato della verde vita, che ricorda per certi versi l’universo di Fallout; Sylvalum è il continente più particolare e strambo: un grande spazio pianeggiante dove il colore della vegetazione è quello della neve e la sua forma ricorda alghe e coralli marini; infine abbiamo Cauldros, cupo spazio ricoperto di fuoco e lava.

Insomma, Mira non è solo un’ambientazione; Mira è un pianeta vivo e pulsante, che può emozionare ed emozionarsi, ma che, soprattutto, non ha nulla da invidiare a Solaris o Dune. Sembrerà un azzardo parlarne in questo modo, ma vi assicuro che non lo è. Riflettendo sulla mitizzazione che spesso e volentieri si attua su quelli che noi oggi consideriamo i “classici” (che si parli di cinema, letteratura o videogiochi, non fa alcuna differenza), se non il gioco in sé, quello di Xenoblade Chronicles X entrerà a pieno titolo in vetta alla classifica dei migliori mondi nati dall’immaginazione e la fantasia di singoli individui.

D’altronde possiamo affermare senza paura che se la conoscenza e il sapere sono limitati, l’immaginazione e la fantasia non hanno confini.

Pietro dell'Oglio
Studente di Informatica Umanistica all’università di Pisa e grande fruitore di letteratura, musica e videogiochi. Tra le sue passioni spiccano la scrittura giornalistica e quella narrativa.

Pietro dell'Oglio
Studente di Informatica Umanistica all'università di Pisa e grande fruitore di letteratura, musica e videogiochi. Tra le sue passioni spiccano la scrittura giornalistica e quella narrativa.

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