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Konami contro Kojima: tiriamo le somme

Adesso che la battaglia per la Terra di Mezzo è conclusa, direi che è arrivato il momento di parlare della questione Konami contro Kojima e del futuro della grande major. In Metal Gear Solid V: Ground Zeroes, c’era una side op che permetteva di cancellare dalle superfici i loghi di tutti i Metal Gear canonici, quelli firmati Hideo Kojima, tramite una speciale torcia blu del fucile. A quel punto Kaz esclama solennemente una misteriosa frase: “You might be able to erase the markings, but the memories will never disappear”. Traducendo in italiano otteniamo: Sarai stato anche capace di cancellare i loghi – intesi anche come firme – ma le memorie non scompariranno mai. Poco tempo dopo l’uscita di GZ, stranamente, i loghi di Hideo Kojima e della Kojima Productions spariscono dalla copertina ufficiale di The Phantom Pain e dalle nuove copie dei vecchi titoli della saga… un caso per Adam Kadmon? Ma no, non lo scomodiamo perché non c’è nessuna teoria del complotto, ma le prime evidenti prove che tra Konami ed il buon Hideo che ha cercato di avvertirci in GZ, sia scoppiato qualcosa di molto vicino ad un conflitto nucleare.

Le settimane passano e le voci continuano con persone vicine a Konami o ex dipendenti che parlano di un clima nazifascista all’interno dell’azienda con tanto di telecamere per spiare gli impiegati, polizia interna e strategia del terrore: un impiegato che si lamenta e si dimette, al momento del passaggio al nuovo posto di lavoro, viene ingiuriato da Konami che contatta l’azienda in questione per parlar male del poveraccio. Come se non bastasse Konami decreta la cancellazione del già amatissimo Silent Hills, figlio del duo Kojima – Del Toro. Se anche non volessimo credere a tutte queste voci, uno un’ideina di chi siano i cherubini di Konami se la fa. Intanto esce l’atteso The Phantom Pain e nonostante il gioco si riveli essere un capolavoro non mancano le polemiche dei fan (ed anche le mie). La narrazione cinematografica che caratterizza i vecchi Metal Gear Solid si perde completamente in TPP: pochi, pochissimi filmati, trama lontana anni luce dai fasti di MGS3 ed MGS4 ed una generale sensazione di, ironia della sorte, ARTI FANTASMA. Per i veri fan di MGS è evidente che The Phantom Pain abbia patito terribilmente il conflitto Konami contro Kojima, qui elencati vari “perché”:

1 – I LED ROSSI DELLA MOTHER BASE. Perché sulla Mother Base troviamo i LED ROSSI vicino alle porte? Bastava semplicemente eliminare il led come per le altre porte dove non è possibile interagire e lasciare i LED BLU vicino a quelle sbloccabili, il sottotesto è: qui c’erano contenuti che ho dovuto tagliare, la Mother Base era assai più esplorabile nella mia visione originale.

Vi sembra poco per dirlo?

2 – Lode e onore agli smanettoni che sono riusciti a spulciare la versione PC di The Phantom Pain e a scoprire un quantitativo immenso di contenuti rimossi dal gioco: i cani da guardia negli accampamenti nemici, il Battle Gear utilizzabile in battaglia, almeno 7-8 missioni della Main Story completament tagliate, altro che la sola missione 51. Come se non bastasse fonti prima non accreditate parlavano di un gioco con 7 capitoli, un prologo ed un epilogo. Pochi giorni fa, uno sceneggiatore di The Phantom Pain ha effettivamente confermato che la visione di Kojima per TPP era assai più ampia di quella che conosciamo con premesse di trama da vero Metal Gear Solid.

3 – Konami anche con il definitivo distacco da Kojima gli ha vietato tassativamente di parlare dell’accaduto pubblicamente.

In conclusione il buon Hideo cosa ha fatto? Ha speso 80 milioni di dollari, Konami ha detto basta, vogliamo la grana NOW, finisci il gioco con quello che hai… i ragazzi di Kojima Productions sono riusciti a compiere il miracolo cucendo la trama e mettendo toppe qua e là col materiale a loro disposizione, il tutto confezionato con un gameplay semplicemente stellare, che ha impedito al titolo di diventare un enorme flop.

E come ha ringraziato Konami l’uomo che forse più di tutti ha permesso la sua ascesa nel mondo videoludico? Gli ha impedito di ritirare il premio miglior action/adventure del 2015 ai Game Of The Year Awards. Un episodio tristissimo per il medium e per l’arte tutta. I milioni di fan ed estimatori di Hideo Kojima si sono sentiti male quanto lui e Konami con questa miope decisione ha decretato la fine della sua credibilità come industria. Oltre i tantissimi fan infatti, anche molti pezzi grossi della game industry non hanno tardato a farsi sentire: Cliff Blezinski, gente di Ubisoft, EA e Naughty Dog, Andrea Pessino e tanti altri hanno manifestato la loro vicinanza al buon Hideo che ha ringraziato tutti ed in men che non si dica ha lasciato Konami ed ha aperto la nuova Kojima Productions.

Konami contro Kojima: quale futuro per Konami?

 

Volendosi impegnare nel settore delle palestre, Konami ridurrà all’osso lo sviluppo di videogiochi e la sua importanza nell’industria ma non smetterà di produrre le saghe che fruttano tanti bei dindini ovvero PES ed ovviamente la leggenda, Metal Gear Solid. E la domanda sorge spontanea. Ora che Kojima Productions è stata smantellata chi si occuperà del nuovo Metal Gear? E soprattutto come riuscirà il nuovo studio a gestire il sesto capitolo di una serie leggendaria? La mia personalissima risposta è una sola: non potrà. Non potrà perché le fila della serie narrativamente parlando possono essere tirate coerentemente solo da Kojima e dai suoi sceneggiatori. Perché non basta essere proprietari di un gran motore grafico e riciclare gli assets di The Phantom Pain per riuscire a sviluppare un gioco all’altezza. Sempre a mio avviso, Metal Gear Solid ci ha regalato decenni di incalcolabili emozioni ed è ora che riposi in pace assieme a Big Boss, The Boss e Solid Snake nel cimitero disseminato di Stelle di Betlemme. Meglio una serie che se ne va in bellezza piuttosto che un disonorevole accanimento terapeutico…

Un ex producer di Konami invece smentisce me e milioni di fan dicendo che bisogna tornare ad avere fiducia nell’azienda, avere fiducia quindi, anche nel prossimo Metal Gear Solid… come potrebbe Konami recuperare la nostra fiducia? Come potrebbe fare ammenda? Forse è una redenzione impossibile o forse no, solo il tempo ce lo dirà. E voi? Che ne pensate del futuro di Konami? E del futuro di Kojima? Fatecelo sapere nei commenti.

Giuseppe Donte Carrabba
Chiamato “Donte” per la rivisitazione satirica della Divina Commedia al Liceo. Fondo in quel periodo la C&C Production , gruppo di cortometraggi indipendente assieme al mio amico Carlo. Finita la scuola, scelgo il percorso artistico frequentando e laureandomi all’Accademia di Belle Arti di Napoli in Cinema. Oggi sceneggio cortometraggi, scrivo di e recensisco videogiochi su Nerd Monday e sono impegnato in vari progetti youtube come 3GamersaCaso e The Gentlemen.
Penso che un periodo incerto come quello che stiamo vivendo sia esattamente il migliore per puntare tutto sui propri sogni!

Giuseppe Donte Carrabba
Chiamato "Donte" per la rivisitazione satirica della Divina Commedia al Liceo. Fondo in quel periodo la C&C Production , gruppo di cortometraggi indipendente assieme al mio amico Carlo. Finita la scuola, scelgo il percorso artistico frequentando e laureandomi all'Accademia di Belle Arti di Napoli in Cinema. Oggi sceneggio cortometraggi, scrivo di e recensisco videogiochi su Nerd Monday e sono impegnato in vari progetti youtube come 3GamersaCaso e The Gentlemen. Penso che un periodo incerto come quello che stiamo vivendo sia esattamente il migliore per puntare tutto sui propri sogni!

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