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The Order 1886 non è solo un film

The Order 1886? Bel film, ma io ho comprato un videogioco! Questo è il commento che si legge spesso sui forum e sui social riguardo al titolo Ready at Dawn. The Order 1886 è uno di quei casi in cui un prodotto o si ama o si odia, infatti, la spaccatura nella critica popolare (non quella specializzata che, invece, lo ha osannato quasi all’unanimità) tra chi lo ha apprezzato e gli ha conferito pieni voti e chi, al contrario, lo ha criticato aspramente è molto ampia. Grafica eccezionale, la migliore mai vista prima, ma “non si gioca, è un intero filmato, si platina da solo”, queste e tante altre le critiche usate e abusate che hanno colpito The Order. Ci sentiamo in dovere di dire che la ragione sta nel mezzo e non si tratta della solita frase fatta, è proprio così. The Order ha difetti e pregi ben ripartiti, ma quel che riteniamo certo è che The Order 1886 non è solo un film.

The Order 1886 non è solo un film

 

the-order-1886The Order 1886 presenta un contesto scenico, una scenaggiatura e una regia di altissimo livello. Parlare delle qualità tecniche di questo gioco risulta quasi superfluo. Recensioni su recensioni hanno già evidenziato il fatto che la grafica di The Order 1886 sia forse la migliore mai vista su console, al limite quasi del fotorealismo. Tutti sono concordi su questo dato, ma come ben sappiamo un bel videogioco deve avere anche, se non soprattutto, ben altre doti. È il gameplay che deve tenere incollati allo schermo; ebbene, il gameplay di The Order è di assoluto rispetto.

In questo titolo il gameplay non esiste, è solo una serie interminabile di filmati: falso!

The Order 1886 si può considerare uno sparatutto in terza persona, con tanto di coperture, a cui si affiancano anche fasi platform, queste in verità poche e assolutamente trascurabili, fasi stealth e molti QTE. Le fasi shooting appaiono sviluppate con molta cura, non molto impegnative, ma comunque appaganti.

The_Order_1886Le fasi stealth sono migliorabili, anch’esse soffrono di una certa linearità di fondo, ma quel che ci preme dire è che queste sezioni che formano il gameplay di The Order 1886 esistono, sono presenti. Sentendo alcuni fruitori del titolo uscito nel 2015 (e molti altri che, invece, non l’hanno giocato, ma vogliono dire la propria comunque, solo per aver visto dei filmati su Youtube), sembra quasi che non si tocchi mai il pad, che non si schiaccino mai i tasti. È innegabile che le cutscenes possano sembrare invadenti, ma la spiegazione potrebbe nascondersi nella strana struttura con cui i capitoli, che formano la campagna, sono stati disposti. È effettivamente fastidioso vedere un intero filmato spacciato come un capitolo di gioco, venire dopo la cutscene finale del capitolo precedente. Gli sviluppatori avrebbero potuto unire alcuni di questi capitoli diminuendo così il loro numero, lasciando invariata la longevità. Una longevità che si aggira sulle 8/10 ore, nella media degli action attuali.

Non bisogna tralasciare, oltretutto, le parole di Andrea Pessino, fondatore di Ready at Dawn, che in risposta a un follower su Twitter, ha affermato: “Dobbiamo solo fare un gioco migliore la prossima volta, e lo faremo”. Le parole di Pessino dimostrano che The Order 1886 è stato a tutti gli effetti un esperimento, venuto in maniera eccezionale, ma senza dubbio lacunoso sotto molti punti di vista. Negare i suoi difetti non sarebbe giusto, come non lo è enfatizzarli ed esasperarli arrivando a vedere cose che non esistono. The Order 1886 non è solo un film, è un videogioco a tutti gli effetti. Scontato dirlo? Non sembrerebbe visto il fango gettato su di esso. Raccontare una bella storia, ambientata in una delle epoche più affascinanti di sempre, unendo saggiamente elementi fantastici e personaggi realmente esistiti (Nikla Tesla, Jack lo Squartatore, ad esempio), non è certo una colpa. Un gameplay noioso e pieno di sbavature, avrebbe dato ragione ai critici cronici, ma così non è stato.

TheOrder1886Ecco, se proprio dobbiamo fare una critica, vogliamo farla, incredibile ma vero, proprio sulla trama. Avremmo approfondito la storia di Jack lo Squartatore, raccontata in maniera fin troppo superficiale. Non avrebbe disturbato, al limite, l’inserimento di sezioni ”investigative”, copiando un po’ un altro gioco molto bistrattato ingiustamente, L.A. Noire.

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

Laureato in Lettere Moderne, appassionato di videogiochi ormai da tanto, troppo tempo. Il suo genere preferito è il survival horror. Adora la saga di Silent Hill

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