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American Horror Story: Room 33 – “Fatti in Serie”

Si riparte questa settimana con una nuova puntata di AHS, intitolata “Room 33″. Non posso sinceramente dire che non mi sia piaciuta, anzi, i sentimenti che mi ha suscitato questa puntata sono andati dal disgusto totale per l’enorme quantità di sangue che hanno esaltato il tono splatter, ad un vago sentore di terrore per la creatura misteriosa che è stata introdotta nella serie.

Non mancano i riferimenti a Murder House e le digressioni sul passato dei personaggi, ma anche rivelazioni e relazioni che, probabilmente, non mi sarei mai aspettata.

American Horror Story: Room 33

 

La puntata punta a svelare il mistero che si nasconde dietro l’uscio della camera 33 ma, prima ci riporta indietro di qualche anno, catapultandoci direttamente alla Murder House dove la Contessa si reca per abortire quello che si rivelerà essere ben altro che un semplice neonato ma un mostro del quale non ci è dato vedere l’aspetto, conferendogli così quel mistero che alimenta in noi la sensazione di terrore verso l’ignoto.

Nella Room 33, per l’appunto, si trova la culla in cui riposa questa creatura, l’unico vero figlio naturale della Contessa, segregato in un corpo mai cresciuto perché nato vampiro, ma in attesa che qualcuno lo liberi per potersi sfamare di sangue e di omicidio.

Intanto il detective Lowe è inesorabilmente sull’orlo della pazzia, soprattutto quando rivede per la prima volta Holden e le bare in cui la Contessa tiene rinchiusi i bambini scomparsi. D’altro canto l’ormai ex moglie, personaggio da me odiato con convinzione, non favorisce lo stato di salute mentale di Lowe, aggravandolo e mentendogli su quello che ha visto, sostenendo che, molto probabilmente, si trattata solo di allucinazioni e raggirandolo con l’aiuto delle due turiste che avevamo lasciato nelle prime puntate che immergono anche lui nel sangue in cui si sono sempre impregnate le mura del Cortez.

Se la settimana scorsa l’attenzione è stata puntata sul passato di Liz Taylor, questa volta, diamo un chiaro sguardo al suo presente e a quello che, potenzialmente, potrebbe essere il suo futuro. Una delle prime scene di sesso della puntata, a cui ne seguiranno parecchie, anticipa la relazione tra Liz e Tristan, il giocattolino attuale della Contessa. I due si rivelano il loro amore, cosa che, ammetto, mi ha lasciato perplessa poiché non ci era stato dato nessun indizio su questa strana coppia. Ovviamente le perplessità derivano proprio dal vincolo che ha Tristan, poiché ricordiamo tutti la fine che ha fatto l’amante di Ramona Royal….

Entrambi, però, sembrano convinti dei loro sentimenti e del fatto che la Contessa accetterà la loro relazione clandestina poiché vedrà in loro il vero amore. Così Liz decide, risoluto, di andare dalla sua creatrice e confessarle il tutto. Per un attimo, anche io ho creduto che lei sarebbe stata così ragionevole e magnanima da accettare il tutto, da approvare il loro amore e di permettere a Liz, per la prima volta, di dimostrare i suoi sentimenti all’unico uomo che abbia mai amato. Purtroppo così non accade e dobbiamo dire addio al povero Tristan, sul quale cade la vendetta per il loro tradimento, e dire addio alla Liz che abbiamo conosciuto fino ad ora.

In questo modo, però, non fa che arricchirsi la cerchia delle persone che vogliono la morte del protagonista interpretato da Lady Gaga, cerchia capitanata proprio da Ramona, Donovan e Iris, il quale primo obiettivo si rivela essere quello di uccidere cruentemente quello a cui tiene di più, ovvero i bambini. In tutto ciò, però, Ramona vuole ben altro, ovvero la creatura della camera 33; liberandola dalla sua prigionia si semina il terrore nell’intero hotel e poi in casa del detective che, inconsciamente, la rinchiude nella sua valigia e lo porta con sé. Tutto ciò si rivelerà essere il punto di svolta negativo per il detective che lo porterà in un baratro da cui sarà difficile uscire.

P.s. Sally non pervenuta purtroppo…

Tirando le somme finali devo dire che non mi è dispiaciuta ma la conferma che questa serie continua a perdere punti si sta facendo spazio nella mia mente. Sarà che dopo Asylum niente ha più senso, ma forse dipende anche dal fatto che Hotel ha dei punti di forza che non riesce a sfruttare.

 

Martina Ferriere
Studentessa in Scienze e Tecniche Psicologiche presso la Federico II, ha sempre coltivato la passione per i videogiochi, per le serie tv e per lo scrivere e, dopo varie esperienze, ha deciso di mettere insieme tutte queste passioni!

Martina Ferriere
Studentessa in Scienze e Tecniche Psicologiche presso la Federico II, ha sempre coltivato la passione per i videogiochi, per le serie tv e per lo scrivere e, dopo varie esperienze, ha deciso di mettere insieme tutte queste passioni!

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