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American Horror Story: Devil’s Night – “Fatti in Serie”

Non so se ho parlato troppo in fretta o troppo ad alta voce ma, fino ad ora, a chiunque guardasse questa serie già dalle precedenti stagione e a chi come me era rimasto deluso dalle ultime due, avevo assicurato che la stagione di Hotel era partita con il botto, che, forse gli autori erano riusciti nell’impresa di ritornare al vecchio splendore di Asylum…. avrei fatto bene a stare zitta.

Non voglio dire che stia facendo la fine di Coven, ma già dalla scorsa puntata c’è stato un evidente calo di azione e di suspence.

American Horror Story: Devil’s Night

 

All’interno dell’episodio vi è una divisione per tematica e personaggi. Nella prima parte dell’episodio la protagonista è stata principalmente la dottoressa Alex Lowe che, in precedenza, è riuscita finalmente a trovare il suo più grande amore, il primogenito Holden. Sfortunatamente per lei, suo figlio non è più un normale essere umano, come ben sappiamo, ma è stato trasformato dalla Contessa in un suo simile, in un vampiro. Di certo Alex lo ha scoperto nel modo peggiore, ritrovando Holden mentre si ciba del sangue del suo cane…

Ma si sa, una mamma è disposta a fare tutto per il suo bambino e a lei tocca il compito più arduo, cioè quello di andare proprio dalla Contessa per riaverlo tutto per sé. La sua unica possibilità, però, si rivela essere quella di trasformarsi in un vampiro, per vivere per tutta l’eternità al fianco del suo più grande amore.

Ecco, a tal proposito vorrei aprire una piccola parentesi, un pensiero che mi ha sfiorato nel momento in cui Alex ha rinunciato a tutto pur di rimanere con Holden… ma la povera Scarlett non se la fila nessuno? Voglio dire, ha un’altra figlia e per quanto lei rivoglia Holden indietro, il pensiero che Scarlett rimanga più o meno da sola, non l’ha neanche attraversata?

Passiamo, però, alla parte fondamentale della puntata, quella che ha dato il titolo alla puntata, cioè alla Notte del Diavolo. Quasi subito capiamo che questo avvenimento non è altro che una cena che, ogni anno, March organizza invitando i più grandi serial killer degli ultimi anni. Tra gli invitati ritroviamo: John Wayne Gacy, soprannominato Killer Clown per aver rapito, torturato e ucciso 33 vittime;  Richard Ramirez, soprannominato The Night Stalker, che uccise almeno 14 persone;  Aileen Wuornos, prostituta e serial killer responsabile di 7 omicidi e per ultimo Jeffrey Dahmer, noto come il Cannibale di Milwaukee, accusato di aver violentato, squartato e mangiato 17 vittime. Tutti questi serial killer, ovviamente deceduti, in qualche modo sono legati alla figura di March che ha fatto loro da mentore, consigliandoli in passato, riguardo le tecniche per nascondere le proprie vittime.

A questa cena del terrore, però, è stato invitato sorprendentemente anche il detective Lowe, il quale sarà costretto ad assistere ai macabri discorsi e orrori che si verificheranno durante la cena ma, nonostante ciò, continuando a non credere a quello che i suoi occhi vedono.

Avrei da aprire anche qui una parentesi. Credo che l’intera scena della cena sia stata trattata veramente male: in primis, avrei fatto qualche cambiamento riguardo alla scelta dei serial killer da invitare, ritenendo che esistano figure molto più interessanti tra i criminali degli ultimi decenni. L’unico personaggio che ho più ho apprezzato e che più mi ha fatto provare un minimo di paura è stato proprio Jeffrey Dahmer. Gli altri erano troppo umanizzati, resi quasi simpatici e amichevoli, mentre la Wuornos era anche troppo su di giri, interpretata in un modo eccessivamente esaltato. In secundis, ho immaginato una scena così ma girata da David Lynch… sarebbe stato un sogno, una visione così strana e terrorizzante che sarebbe potuta diventare una scena cult del panorama televisivo ma, purtroppo, così non è accaduto. Scena, per adesso, bocciatissima.

Speriamo, ancora una volta, che dal prossimo episodio, questa quinta stagione si dimostri all’altezza del nome della serie!

Martina Ferriere
Studentessa in Scienze e Tecniche Psicologiche presso la Federico II, ha sempre coltivato la passione per i videogiochi, per le serie tv e per lo scrivere e, dopo varie esperienze, ha deciso di mettere insieme tutte queste passioni!

Martina Ferriere
Studentessa in Scienze e Tecniche Psicologiche presso la Federico II, ha sempre coltivato la passione per i videogiochi, per le serie tv e per lo scrivere e, dopo varie esperienze, ha deciso di mettere insieme tutte queste passioni!

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