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I videogiochi aumentano la creatività?

È dato per scontato che i videogiochi aumentino la creatività nelle persone di ogni età. Ma è davvero così?

La creatività è entrata a far parte delle life skills, ovvero le abilità che permettono ad una persona l’adattamento ad un determinato ambiente. Altre life skills affrontate in altri articoli, sempre correlate coi videogiochi, sono ad esempio l’empatia o il pensiero critico, che ci permettono di risolvere certi problemi che ci si parano continuamente davanti.
Come le altre competenze, la creatività è un’abilità strettamente individuale. Ogni persona, infatti, possiede una certa dose di creatività, che usa per destreggiarsi nella vita. Questa competenza può essere potenziata tramite lo sviluppo, con il gioco. I bambini, infatti, giocano con strutture inanimate, creano mondi, storie, che a volte si rispecchiano nella vita vera. Il bambino, giocando, libera tutte le sue angosce e i suoi problemi. In più, è fondamentale anche l’apporto genitoriale, alla formazione di una solida competenza creativa: la mamma e il papà dovranno narrare spesso storie e favole ai propri figli, così da creare le basi della loro immaginazione.

Crescendo, il bambino svilupperà la creatività grazie all’incontro coi pari, e con altri strumenti. Secondo il test di Torrance (test che va a misurare variabili come velocità,  flessibilità di pensiero e l’originalità delle risposte date), si è visto che c’è una stretta correlazione positiva tra videogiochi e creatività. Il pensiero creativo viene potenziato, grazie all’uso costante (ma non invasivo) dei videogiochi sui bambini e sugli adolescenti. E, perché no, anche sugli adulti.
I videogiochi, quindi, a differenza di altre tecnologie come i cellulari o l’uso di internet, potenziano abilità di life skills, tra cui la creatività.

Ultimamente sono nati proprio dei videogiochi che sono programmati proprio per stimolare la creatività, come Scribblenauts Unlimited o Drawn to life, che richiedono l’uso del pensiero creativo in tutte le sue forme per tutta la durata del gioco.

Andrea Zanacchi
Laureato in psicologia, e nerd dall’infanzia, adora ogni tipologia di videogiochi, in particolare i “punta e clicca”, i fantasy e i gdr.
Gioco preferito: “The legend of Zelda: the wind waker”.
E’ uno degli amministratori del blog “Psicologia dei videogiochi”

Andrea Zanacchi
Laureato in psicologia, e nerd dall'infanzia, adora ogni tipologia di videogiochi, in particolare i "punta e clicca", i fantasy e i gdr. Gioco preferito: "The legend of Zelda: the wind waker". E' uno degli amministratori del blog "Psicologia dei videogiochi"

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