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Gamer Girl Adventure: La mia prima volta

Nonostante la tanto osannata parità dei sessi, il mondo femminile deve continuamente conquistare quelle cose che, per credenza sociale, appartengono, quasi esclusivamente, al mondo maschile. Vorrei che questa mini rubrica potesse essere interattiva, come un modo per confrontarci tra noi “Gamer Girl”.

A proposito di conquiste, vorrei parlarvi della mia prima e più importante conquista: la prima volta in cui ho giocato ad una console.

Capitolo 1: La mia prima volta

 

Anno indefinito, troppo lontano per poterlo ricordare. La console era una classicissima, indimenticabile e, paradossalmente, ancora funzionante PlayStation 1 di proprietà di mio zio.

Non so quale magia possedesse quella scatola grigia, ma aveva il potere di ipnotizzarmi. Io ero ferma, immobile, con Barbie nella mano destra e Ken in quella sinistra, intenta ad osservare, curiosa, le dita di mio zio, muoversi velocissime sui tasti di quello che, allora, chiamavo ancora “telecomando”, ignorando che, in futuro, grazie a quel joystick, avrei potuto vivere milioni di avventure.

Non avevo ancora il coraggio di avvicinarmi. Da piccola avevo ben chiaro ciò che una bambina avrebbe dovuto fare per diletto: giocare con le bambole, o a quei giochi che ho sempre ritenuto estremamente classisti e maschilisti, in cui dovevi improvvisarti cassiera o casalinga disperata con uno stupido forno finto e degli ortaggi di plastica cancerogena.

Presi coscienza, però, che il mio destino era un altro. Avrei lasciato quei giochi da femminuccia, abbandonato tutti quei fronzoli, e avrei giocato anche io, bambina, con un videogame.

Ricordo ancora quale fosse il gioco, Crash Bandicoot 3: Warped, prodotto dalla Naughty Dog nel 1998, e il livello, cioè quello in cui Coco (chi se non lei, ovviamente) attraversava la Muraglia Cinese nel XVII secolo, in groppa alla sua fedele tigre Pura.

 

 

Gamer Girl

 

Non vi nascondo che ho dovuto ripetere quel livello innumerevoli volte…non facevo altro che cadere nei fossati o andare a sbattere contro quei maledetti dragoni!

Quella piccola conquista, giocare con un videogame, con un qualcosa che avevo visto sempre lontano dal mio mondo, con un gioco che avevo sempre associato al mondo maschile, mi entusiasmò e non poco. Allo stesso tempo, però, capì che, nel momento in cui fossi cresciuta, avrei dovuto lottare per il predominio della console, con mio fratello; che avrei avuto a che fare con i pregiudizi dei ragazzi, contro i soliti e stupidi stereotipi; che avrei dovuto accettare il fatto di essere etichettata come l’ennesimo maschiaccio! Ma, in fondo, con il senno di poi, avrei dovuto capire che, di tutti questi pensieri contorti, non me ne sarebbe importato.

Questo primo e breve capitolo introduttivo sta per concludersi, ma volevo dire al nostro pubblico femminile che farò di tutto per rappresentare il mondo delle Gamer Girl alla perfezione. Quindi, per scoprire il prossimo capitolo, restate sintonizzate sugli schermi di NerdMonday!

 

Martina Ferriere
Studentessa in Scienze e Tecniche Psicologiche presso la Federico II, ha sempre coltivato la passione per i videogiochi, per le serie tv e per lo scrivere e, dopo varie esperienze, ha deciso di mettere insieme tutte queste passioni!

Martina Ferriere
Studentessa in Scienze e Tecniche Psicologiche presso la Federico II, ha sempre coltivato la passione per i videogiochi, per le serie tv e per lo scrivere e, dopo varie esperienze, ha deciso di mettere insieme tutte queste passioni!

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