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Matrimoni gay nei videogiochi: Fire Emblem Fates

In seguito alla pessima decisione di marketing presa dalla Nintendo circa la rimozione della features dei matrimoni gay nei videogiochi – per essere precisi ci tengo a ricordare che fixò il gioco Tomodachi Life quasi come fosse un bug – la Nintendo ha deciso di riscattarsi con il titolo Fire Emblem Fates.

Matrimoni gay nei videogiochi: sì. Ma solo in alcune versioni

 

Il sistema di matrimoni di Fire Emblem Fates sarà simile a quello implementato in Fire Emblem Awakining solo con l’aggiunta della features di sposarsi con una persona dello stesso sesso. Tuttavia la possibilità di sposarsi con il medesimo sesso non è una cosa permessa in tutte le versioni del videogioco, più precisamente:

  • Se comprerete la versione Fire Emblem Fates: Birthright Edition incontrerete solo un personaggio femminile che potrete sposare con il vostro personaggio femminile (senza la possibilità di sposarlo con entrambi i sessi quindi, però è comunque di fatto un matrimonio gay).
  • Se comprerete la versione Fire Emblem Fates: Conquest Edition incontrerete un personaggio maschile che potrete sposare con entrambi i sessi.
  • Se invece acquisterete entrambi le versioni, oppure scaricherete la terza storyline, incontrerete sia un personaggio maschile che un personaggio femminile e potrete decidere di sposarlo sia con un personaggio maschile che con un personaggio femminile

 

“Si tratta di un cambiamento importante rispetto al passato e riflette le nostra volontà di accontentare tutti gli utenti della community”

Queste sono le parole della Nintendo, che con l’aggiunta dei matrimoni gay nei videogiochi segnano un importantissimo passo avanti nella storia dei videogames, che comunque non accadrà prima del 2016, in quanto è questa la data prevista per il rilascio di Fire Emblem Fates.

Sarà forse questo un nuovo modo per socializzare mediante i videogiochi?

Fonte: Polygon

Daniel Russo
Appassionato di programmazione e problem solving in ogni sua sfaccettatura. È convinto che l’arte sia una forma celata di estremo rigore e formalità. Pertanto la programmazione è arte per definizione.

Daniel Russo
Appassionato di programmazione e problem solving in ogni sua sfaccettatura. È convinto che l'arte sia una forma celata di estremo rigore e formalità. Pertanto la programmazione è arte per definizione.

2 comments

  1. Fede mistik scrive:

    Chissà Vittorio scarni cosa ne pensa XD

  2. Lino 90 scrive:

    Un grande messaggio

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