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Flow nei videogiochi. Ecco perché non ci accorgiamo del tempo che scorre

Ci avete mai fatto caso? Spesso mentre si sta giocando a un videogioco il mondo circostante sembra sparire. Non sentiamo più il telefono che suona, non ci accorgiamo del tempo che scorre e non vediamo il cane entrare e uscire dalla stanza, come se fossimo li presenti, ma nel contempo in un altro luogo. E in un certo senso potremmo dire che ci siamo, perché fisicamente siamo li, ma la nostra mente è totalmente assopita nell’avventura che stiamo vivendo. Hanno dunque ragione coloro che attaccano i videogiochi accusandoli di rendere i giocatori degli zombie? Chiaramente no. Il fenomeno descritto sopra è un aspetto conosciuto ed ampiamente studiato in psicologia, denominato flow. Dunque non vi preoccupate, non avevano ragione mamma e papà a dirvi di non giocare perché il gioco vi “rincretinisce”. Ma in cosa consiste questo flow? E cosa comporta?

Il concetto di Flow

 

Con il termine “flow” la psicologia si riferisce ad uno stato mentale di totale assorbimento e concentrazione nell’attività che si sta praticando. Tale stato si contraddistingue da caratteristiche decisamente singolari come la perdita della percezione del tempo, la discriminazioni di stimoli incoerenti e la percezione di automatismo nello svolgere le azioni. So che detta così è poco chiara, dunque vediamo di chiarire il concetto di flow nei videogiochi con alcuni esempi. Dovete sapere che il flow è uno stato mentale molto frequente in ambito sportivo. Infatti non occorre essere dei calciatori professionisti per sperimentare le condizioni elencate sopra. Pensiamo ad esempio al nuoto: mentre nuotate non pensate a quello che state facendo, non vi accorgete del tempo che passa e non sentite la gente che vi chiama da bordo vasca. Questo perché prima di tutto siete immersi in acqua (dunque questa già tende ad isolare la vostra percezioni uditiva), ma in secondo piano perché probabilmente siete in una condizione di flow. Questo esempio può essere generalizzato a qualsiasi sport: che siate calciatori, pallavolisti o tennisti non fa differenza, vi ritroverete sicuramente nella descrizione del flow. Il principio infatti è sempre il medesimo: concentrarsi totalmente sull’attività che si sta svolgendo, discriminando ciò che è insignificante così da rendere al meglio e da fruire benessere. Si perché il concetto di flow è strettamente collegato al benessere essendo una sensazione estremamente positiva e appagante. Lo so, ora state pensando che sto divagando, ma non temete tutto questo lungo discorso sullo sport aveva un suo perché: se tale concetto può essere applicato allo sport perché non applicarlo al mondo dei videogiochi?

Flow nei videogiochi

 

La medesima domanda se la sono posta gli esperti del settore, che hanno dunque iniziato a studiare il fenomeno nei videogiocatori e, indovinate un po’? Anche i gamer sperimentano situazioni di flow mentre giocano! Questo spiega la perdita della percezione temporale, la discriminazione degli stimoli irrilevanti, il totale assorbimento, la concentrazione e la gradevolezza dell’esperienza. Come si manifesta il flow nei giocatori? Ve lo spiego subito, anche qui ricorrendo ad un esempio: prendiamo un gioco sufficientemente complesso, in termini di giocabilità (non il solito punta e clicca), ma nel contempo non troppo strutturato, come ad esempio Smash Bros. Immagino conosciate tutti il celebre gioco di lotta interpretato dai personaggi della Nintendo. Ipotizziamo di fare una partita. Giocare a Smash richiede un’articolata conoscenza dei tasti, delle combinazioni e delle dinamiche di gioco. Per potersi concentrare su questi aspetti il nostro cervello deve focalizzarsi su di essi. E come può farlo? Discriminando ciò che non gli interessa, dunque il telefono che suona, il cane che gira, eccetera. Inoltre Smash richiede una certa destrezza nel muoversi. Dunque pensare ogni volta “ora schiaccio A, ora B” diventerebbe troppo impegnativo, tuttavia il flow consente di superare anche questo problema, automatizzando la gestualità delle mani così da muovere l’avatar a proprio piacimento. Infine, la sensazione di totale assorbimento, sebbene possa stancare (dopo l’attività, durante tendenzialmente non si sente se non quando il livello di flow si abbassa) consente di trarre anche benessere dall’attività stessa, attraverso la percezione di totale assorbimento. Insomma, se questo è rincretinirsi…

Se ti interessa l’argomento, puoi leggere l’articolo completo qui.

 

Gabriele Barone
Laureato in psicologia e appassionato di videogiochi, è uno degli amministratori del blog psicologia dei videogiochi.

Gabriele Barone
Laureato in psicologia e appassionato di videogiochi, è uno degli amministratori del blog psicologia dei videogiochi.

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