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Skyrim: i motivi psicologici del successo

È appena uscito The Witcher 3, abbiamo appena fatto l’unboxing della collector’s edition e io sto parlando ancora di Skyrim: The Elder Scrolls. Vi chiederete come mai? Ebbene, anche il nuovo titolo fantasy riprende delle particolarità tipiche del titolo che tratteremo oggi. Dunque per poter comprendere al meglio i perché di determinati processi presenti in entrambi i giochi, urge un’analisi approfondita del secondo. Ma perchè approfondire la psicologia di questo gioco? Skyrim ha avuto successo per la grafica entusiasmante e per l’innovazione del sistema di gioco. Diciamo che questo è vero in parte. Perchè se fosse solamente un discorso di grafica come possono giochi come Zelda o Super Mario entusiasmarci ancora quando li rigiochiamo? Da veri appassionati di videogame, dunque, non possiamo basarci semplicemente sull’aspetto esteriore, dobbiamo comprendere cosa c’è dietro a quel magnifico vestito in alta risoluzione al fine di comprendere quali siano le dinamiche di gioco che ci tengono incollati alla console per delle ore. Dunque andiamo a scoprire in termini percettivi e non solo, quali sono le caratteristiche tipiche di Skyrim, uno dei successoni di qualche anno fa.

Doppia stimolazione e senso di presenza

 

Diciamocelo, talvolta giocando a Skyrim pare di essere trasportati direttamente a Whiterun o in qualsiasi altra terra voi siate. Come mai? Semplicemente perchè il gioco lavora su diversi aspetti volti ad aumentare il senso di presenza, ovvero la sensazione dell’essere li in quel dato momento. Quali sono questi aspetti? La stimolazione sensoriale è sicuramente il primo di questi. Provate a farci caso, il gioco non interagisce con voi solamente per via visiva, ovvero non comunica solo per immagini (attraverso alla grafica eccezionale), esso lavora molto anche sulla dimensione uditiva. Quante volte vi sarà capitato di essere in giro a cavallo e di sentire l’arrivo di un pericolo, come ad esempio un drago. Tuttavia voi non lo vedete direttamente, come potreste d’altronde? Arriva dal cielo da chissà quale direzione. Però è il vostro udito a mettervi in allerta: prima ne sentite il ruggito, poi lo sbattere incessante delle ali, ed infine vi orientate e riuscite a localizzarlo. Skyrim ha perfezionato incredibilmente questo aspetto, differentemente da molti altri giochi del settore, dove ad esempio udite i rumori del nemico solo se lo state vedendo o lo sentite fino a 10 metri di distanza a 11 già è come se fosse svanito. Il risultato è una mappa che non si limita ad essere destinataria passiva di azioni del giocatore, ma che interagisce direttamente con esso. Ciò incrementa notevolmente il senso di presenza, poiché rende perfettamente l’idea di essere in giro per il mondo, dove nessuno ha il controllo totale sull’ambiente circostante.

La facilità nell’immedesimarsi

 

Questo non è sicuramente un aspetto esclusivo di Skyrim, in quanto l’identificazione col proprio avatar è un obbligo in un GDR. Tuttavia in questo gioco, in parte per gli aspetti elencati sopra, e in parte per la visuale standard proposta, ovvero quella in cui il giocatore vede come se fosse inserito direttamente nel gioco, l’immedesimazione sembra particolarmente riuscita. Anche questo aspetto aumento il senso di presenza, poiché il fatto di vedere in maniera molto simili a come ci capita di fare nella vita reale, aumenta l’impressione di star vivendo direttamente l’avventura fantasy. Questo aspetto sebbene possa sembrare banale, è estremamente rilevante in termini percettivi e contribuisce a coinvolgere nelle dinamiche di gioco.

La vastità della mappa

 

Quanti di voi non hanno mai sognato di esplorare e conquistare mondi incantati? Se siete appassionati del genere penso pochi. Skyrim conoscendo questa “debolezza” del target offre una mappa immensa in cui può capitare letteralmente di perdersi. Tale aspetto contribuisce a suscitare interesse negli utenti, soprattutto in coloro amanti dell’esplorazione. Non è certo un caso che la mappa della nuova uscita The Witcher 3 sia semplicemente enorme.

In questo articolo abbiamo solamente accennato i processi psicologici su cui fa leva Skyrim, ma se vi interessa l’argomento potrete saperne di più nel nostro articolo: Psicologia e Fantasy: l’analisi di Skyrim. 

 

Gabriele Barone
Laureato in psicologia e appassionato di videogiochi, è uno degli amministratori del blog psicologia dei videogiochi.

Gabriele Barone
Laureato in psicologia e appassionato di videogiochi, è uno degli amministratori del blog psicologia dei videogiochi.

One comment

  1. Gigi Assopito scrive:

    Quando leggo questa rubrica mi chiedo che cazzo di studi hanno fatto i “luminari” di psicologia da Barbara D’Urso che affermano che i videogiochi rendono violenti

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