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I videogiochi isolano o permettono di socializzare?

Nell’articolo di oggi andiamo a sfatare l’ennesimo falso mito che troppo spesso viene legato ai videogiochi: l’isolamento. Certo, perché a detta di chiunque i videogiochi isolano i bambini dal mondo sociale. D’altronde come biasimare un genitore che vede passare le serate dei propri figli di fronte ad una console? E gli amici dove sono? Beh semplice, dall’altro capo del collegamento. Dunque i videogiochi isolano realmente? O rappresentano semplicemente un nuovo modo di relazionarsi agli altri?

Mezzi per costruire una realtà sociale

 

Un primo punto su cui i videogiochi basano il loro aspetto sociale è costituito dalla possibilità di creare una rete di significati socialmente condivisi. Mi spiego meglio: immaginate di giocare a The Witcher 3 o Skyrim. È chiaro che dopo aver fruito questo videogioco il vostro database di informazioni mentale si sarà arricchito di aspetti inerenti al gioco. Da nozioni geografiche rispetto alla mappa, a apprendimenti strategici sul metodo di combattimento, passando per le informazioni inerenti a indovinelli, dungeon, nemici e chi più ne ha più ne metta, il vostro cervello immagazzina una serie incredibile di dati. Questi dati potranno poi essere riutilizzati nelle interazioni sociali con gli altri per costituire, mantenere, o migliorare le relazioni. Chiaramente questo non è un aspetto esclusivo dei videogiochi, ma è un modo per relazionarsi con persone che condividono i miei medesimi interessi e per socializzarvici.

Le dinamiche social dell’online: non è possibile dire che i videogiochi isolino veramente!

 

E qui potremmo scrivere un romanzo. Tenendo sempre in considerazione l’aspetto empatico dei videogiochi, come possiamo definire degli strumenti che comprendono la possibilità di comunicare, confrontarsi e socializzare attraverso l’online, antisociali? Dall’avvento di internet, i videogiochi hanno fatto un balzo in avanti di anni luce per quanto riguarda gli aspetti sociali. Prima forse potevano essere definiti come giochi individuali (anche se già gli artefatti del tempo comprendevano frequentemente la possibilità di condividere l’esperienza di gioco con altri amici per mezzo del multiplayer, sebbene questo per accadere necessitasse che i giocatori fossero fisicamente presenti intorno alla medesima console), ma ora essi sono diventati dei veri e propri promotori di interazioni sociali. Basti pensare alle già citate dinamiche competitive (con l’online posso giocare sia contro amici che contro persone a caso nel mondo) o a quelle cooperative, in cui devo lavorare con persone che semplicemente condividono i miei medesimi obiettivi. Infine non dimentichiamo i giochi social come ad esempio gli MMORPG, dove l’avatar del utente è inserito in un modo virtuale con milioni di altri utenti con i quali può interagire come meglio crede. Di fatto non è possibile dire che i videogiochi isolino veramente!

In caso di disturbi sociali…

 

Non dimentichiamo inoltre che ci sono persone che manifestano difficoltà nell’interagire direttamente con gli altri. Questa problematica richiede ovviamente molto tempo per essere curata. I videogiochi, dal canto loro, possono consentire a queste persone di relazionarsi nonostante la loro difficoltà, permettendogli di effettuare esperienze sociali parimenti strutturanti, in maniera alternativa.

Lascio dunque giudicare a voi: i videogiochi isolano le persone? Vi sembrano ancora cosi tanto antisociali? O forse sono solo promotori di un nuovo modo di socializzare?

Se vuoi saperne di più sull’argomento, trovi l’articolo completo sul nostro sito.

Gabriele Barone
Laureato in psicologia e appassionato di videogiochi, è uno degli amministratori del blog psicologia dei videogiochi.

Gabriele Barone
Laureato in psicologia e appassionato di videogiochi, è uno degli amministratori del blog psicologia dei videogiochi.

One comment

  1. Forcina Gaetano scrive:

    Chi si isola per i videogame, vuol dire che senza questi, si sarebbe isolato utilizzando qualche altro mezzo… Una persona sociale gradisce il giocare insieme ad altri

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