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Remastered: per denaro o per passione?

Le remastered sono negative o positive?

Il nostro punto di vista sulle remastered.

Oramai è passato circa un anno dall’inizio della tanto attesa, desiderata, amata (e odiata al tempo stesso) next gen, ma qualcosa sembra non essere andato per il verso giusto: i nuovi giochi non rispettano le aspettative, sempre altissime, dei gamer, e sono quasi sempre pieni di bug (Assassin’s Creed: Unity docet); mancano nuove IP, capaci di immettere nuova linfa nel mercato, e quest’ultimo sta venendo letteralmente invaso dalle remastered, croce e delizia del videogiocatore moderno, e vero pomo della discordia.

Ma andiamo con ordine:

Cosa è una Remastered?

 

Se vi state ponendo questa domanda, ne ho io una per voi: dove avete vissuto negli gli ultimi anni? Ve lo chiedo perchè, a meno che non siate stati in confino al Polo Nord, in compagnia di renne ed eschimesi, senza avere neanche una connessione a 56k nel vostro igloo, è impossibile che non ne abbiate mai sentito parlare. Ma voglio venirvi incontro: la remastered è una versione rimasterizzata di un gioco già esistente, rivisitato dal punto di vista grafico e, spesso e volentieri, audio.

Negli ultimi due anni, per l’appunto, il mercato videoludico è stato letteralmente saturato da giochi di questo genere, e lo tsunami pare non avere intenzione di fermarsi, ma anzi, miete sempre più vittime tra i gamers che le comprano e quelli che le diffamano, accusando le software houses di voler soltanto arraffare soldi facili.

Denaro e passione a confronto

 

Le remastered sono negative o positive?

In certi casi, le remastered sono sempre benvenute.

Perchè si, le remastered creano veramente ma veramente tante entrate, soprattutto se il gioco rimasterizzato è un classico del passato o un successo commerciale degli ultimi tempi. Se non credete alle mie parole, fatemi e fatevi un favore: interrompete la lettura, andate a dare uno sguardo ai dati di vendita di The Last of Us: Remastered e di GTA V, e poi tornate qui.

E’ inutile sottolineare come la moda delle remastered capiti a fagiolo in un periodo come questo: la next gen è ancora troppo giovane, le esclusive finora non hanno sempre lasciato il segno, mancano, come detto in apertura, nuove IP e, fondamentalmente, mancano idee… e allora quale migliore idea se non riesumare un grande nome del passato, dargli una spolverata qua e là, e buttarlo sul mercato? Tanto, oramai si sa che certi brand vendono soltanto per il nome che portano, e spesso si prescinde dalla qualità.

E la questione remastered non è, come si potrebbe pensare, limitata a Playstation, Xbox e Windows: anche la Nintendo ha immesso sul mercato giochi The Legend of Zelda: Ocarina of Time 3D, e sta per rilasciare, in occasione del lancio del New 3DS, anche The Legend of Zelda: Majora’s Mask 3D. Senza dimenticare Pokémon Omega RubyPokémon Alpha Sapphire, messi in commercio nemmeno un anno fa.

Riesco quasi a leggervi negli occhi questa domanda:

Le Remastered sono il male?

 

Andiamoci piano! Onde evitare di generare una flame war, occorre fare una precisazione: non tutte le remastered sono uguali, o meglio, non tutti i videogames rimasterizzati possono essere messi sullo stesso piano. Immagino vi starete chiedendo il perchè di questa mia affermazione, e la risposta è molto semplice.

Prendiamo in esame il gioco che ha la nomea di miglior videogame della storia, ovvero The Legend of Zelda: Ocarina of Time, uscito nell’ormai lontano 1998 per Nintendo 64. Quanti anni avevate all’epoca? Io ne avevo circa 11, troppo pochi per godersi appieno un capolavoro di quel genere, e di sicuro molti di voi erano molto più piccoli di me, o forse non erano nemmeno nati!

In casi del genere, un’operazione di remastering è più che giustificata, dato che riporta alla luce capolavori immortali come Monkey Island, Duck Tales, Grim Fandango, Q*bert, Zelda, Oddworld: Abe’s Oddissey, Ico e Shadow of The Colossus, che i gamers più giovani hanno soltanto sentito nominare, e che ora possono giocare con una veste grafica al passo coi tempi e un sistema di controlli più agile e meno legnoso.

La domanda che occorre porsi, piuttosto, è questa:

Ce n’è veramente bisogno?

 

Le remastered sono negative o positive?

Nel caso di Duck Tales: Remastered siamo letteralmente di fronte ad un nuovo gioco.

Riportare in auge un titolo del passato, come abbiamo detto prima, è un’operazione commerciale quasi nobile, mentre rimasterizzare un gioco uscito pochi anni fa è, quasi sempre, solo un’operazione commerciale. Se The Last of Us: Remastered ci ha consentito di poter nuovamente vivere le vicende di Joel ed Ellie con una grafica inchiodata a 1080p e a 60 fps, e se GTA V per PS4 e Xbox One ci ha addirittura garantito di poter giocare con la visuale in prima persona, altre remastered sono, invece, di dubbia utilità, per usare un eufemismo.

Non ci è chiaro, ad esempio, perchè si debba immettere sul mercato la versione rimasterizzata di DMC, e abbiamo inarcato più di un sopracciglio quando abbiamo sentito voci (fortunatamente rimaste tali) in merito al re-make di un gioco sperimentale quanto noiosetto come il primo Assassin’s Creed. Ma un posto a sè merita Final Fantasy X / X-2, che, addirittura, è la remastered della remastered, e può essere definita, permettetemi la citazione, come l’apoteosi della schifezza.

In conclusione…

 

… cosa volete che vi dica? Siete padroni dei vostri soldi, e, in fondo, chi sono io per dire come spenderli? Di sicuro, non tutte le remastered vengono per nuocere, molte meritano sul serio di essere giocate, anche se avete giocato al titolo originale. Non vi nego, ad esempio, che è stato bello poter vedere Zio Paperone di Duck Tales in versione non pixelata, e che Oddworld:New ‘n Tasty potrebbe addirittura spingere gli Oddworld Inhabitants a proseguire la serie.

Ma non vi nego che mi piacerebbe che questa moda del remake finisse al più presto, non tanto per la voglia di vedere giochi nuovi sugli scaffali, ma soprattutto perchè, continuando di questo passo, presto potrebbe non esserci più niente da rimasterizzare.

 

Claudio Albero

Nasce a Torre del Greco nei favolosi anni 80, e scopre sin da subito le sue due grandi passioni: la musica e i videogiochi, e decide di coltivarle entrambe. Anni dopo scopre il giornalismo, e dopo aver scritto per diversi siti web, crea Nerdmonday.

Nasce a Torre del Greco nei favolosi anni 80, e scopre sin da subito le sue due grandi passioni: la musica e i videogiochi, e decide di coltivarle entrambe. Anni dopo scopre il giornalismo, e dopo aver scritto per diversi siti web, crea Nerdmonday.

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